LE FARFALLE

10 Settembre 2023

Scrive Tagore: «La farfalla non conta gli anni ma gli istanti. Per questo il suo breve tempo le basta».Quest’anno sono davvero numerose, complice il caldo. Complice anche il fatto - spero - che si...

Scrive Tagore: «La farfalla non conta gli anni ma gli istanti. Per questo il suo breve tempo le basta».
Quest’anno sono davvero numerose, complice il caldo. Complice anche il fatto - spero - che si usino disserbanti in minore quantità, le farfalle si riappropriano del paesaggio. Nugoli gialli o celesti, marroni, arancioni, bianche, nere. Qualcuna, rara, ha una punta di rosso sulle ali. Le ho guardate per ore ubriacarsi di luce e di polline.
Sono come la poesia, le farfalle. Ogni farfalla è una parola. Rifiutano la costruzione logica della frase, quando volano impazzite attorno ad un fiore, al fiore azzurro della cicoria, a quello viola dei garofanetti selvatici, a quello rosa della campanula. Hanno danzato insieme ai papaveri, sfiorato i cespi fioriti degli oleandri. Si sono incantate sulle siepe di rosmarino, trattenendosi davanti al giallo aranciato di un girasole; attirate dal rosso lacca dei gerani.
Disegnano nell’aria chiavi di violino e danzano anche per una minima brezza di vento. Sono capaci di perdersi lungo i sentieri del bosco, dove l’ombra è piu folta, senza paura, e raggiungere il vecchio tronco del castagno decapitato: passano silenziose sulle ginestre, entrano ed escono nelle lame di luce che ci accompagnano in questa fine di stagione. La prima pioggia, quasi autunnale, ha passato una mano di verde oliva sopra i cespugli mezzo secchi, sulle erbe dei ciglioni, nei prati.
Sono messaggere di coloro che ci mancano - e tanto. Sono voci mute che vorrebbero parlarci di altri mondi, di altre dimensioni. Ho salutato le farfalle e sono ritornata tra i palazzi e le case. Ma anche qui, nel parco cittadino, ne ho incontrate di piccole e azzurre. È stato come incontrare un viso amico, ricevere un saluto. Mi sono ricongiunta a qualche io profondo, a qualche lacerto di speranza, a un lago d’oro. È durato solo un attimo, poi la realtà ha ripreso il sopravvento. Ma è rimasta una polvere dorata sulle dita.