«Le mie canzoni nascono dalle emozioni»

Toquinho questa sera a Castelbasso: «Con Vinicius de Moraes quasi un matrimonio, senza sesso ma con tanta gelosia»
CASTELLALTO. Ci sono un ragazzo e una chitarra, per le strade assolate di São Paulo, sul Tropico del Capricorno. Un ragazzo con la musica nel cuore, e la Bossa nova che freme. È Antonio Pecci Filho e diventerà il grande Toquinho, come lo chiamava la sua mamma, un vezzeggiativo che ha mantenuto nel corso della sua lunga carriera. Stasera è nel Teramano per un concerto (ore 21, €20) della rassegna Castelbasso 2017, promossa dalla Fondazione Malvina Menegaz. Presenta i suoi “50 anni di successi".
Toquinho, con la musica dentro si nasce. Quando ha capito di non poterne fare a meno?
Con la musica si rinasce tutti i giorni, se c’è la grande possibilità di creare. Io sono qui con la chitarra in mano, lasciando la porta aperta perché quell’idea possa arrivare. Si crea sempre e si rinasce tutti i giorni, anche con una musica che senti da molti anni, perché il pubblico è sempre diverso, cambia a ogni spettacolo. Non mi vedo senza suonare la chitarra, tutti i giorni.
Le sue origini italiane hanno contribuito alla formazione della sua identità musicale?
Noi siamo un mosaico di tante cose. Ognuno di noi è un insieme di tante esperienze. I miei colori cambiano tutti i giorni. C’è un poeta brasiliano, Carlos Drummond de Andrade, che dice che tutto diventa un po’. A San Paolo ci sono tanti italiani, io ho 4 nonni italiani. Però la mia vera identità è venuta con Chico Buarque de Hollanda. Eravamo dei ragazzini quando venimmo qui in Italia a suonare.
Lei ha lavorato con artisti giganteschi, personaggi che hanno fatto davvero la storia della musica. Ha citato Chico Buarque, viene in mente Vinicius de Moraes, con il quale ha coltivato una lunga amicizia. Che ricordo ha di lui?
Abbiamo fatto più di 30 album con tutte canzoni nostre, 1000 spettacoli, dieci anni di lavoro insieme con più 130 canzoni. Quasi un matrimonio, senza sesso, ma con tutta la gelosia. Abbiamo dato uno all’altro quello di cui ognuno necessitava. Lui mi dato la sua esperienza, io la gioventù che non aveva più, e così abbiamo fatto tanti pezzi nuovi, in un cammino molto naturale, senza premeditazioni. Tutto è uscito così, in modo naturale, come del resto è la vita. Di Vinicius mi sono rimaste tante cose, ma lui non è sparito. Rimane sempre qui con noi, sempre con una storia nuova, e continua a regalarci la sua poesia.
Esiste ancora, la poesia?
Credo che poesia esista tra di noi. Basta essere vivi, andare per le vie, tra i bambini, i vecchi. C’è sempre poesia in tutto questo. La vita è poesia, basta cercarla.
Che musica ascolta oggi?
Non ascolto musica. È come per un cuoco andare al ristorante. Se ascolto musica comincio a vedere gli accordi. Mi piace suonare, non ascoltarla.
Qual è lo stato d’animo che le è più congeniale quando scrive musica e testi? C’è qualcosa che la ispira in particolare?
L’emozione. Senza emozione non riesco a fare niente. Può essere gioia, allegria, tristezza, ma per emozionare una canzone deve nascere da un’emozione.
