Le note delle musiciste ad Auschwitz

24 Aprile 2015

L’Orchestra Femminile del Mediterraneo in scena a Milano per Expo

PESCARA. L’Orchestra Femminile del Mediterraneo, diretta da Antonella De Angelis, si prepara a conquistare Milano. Questa sera, a partire dalle 21, il Teatro del Buratto al Pime ospiterà, nell’ambito degli eventi collaterali dell’Expo, lo spettacolo di teatro musicale “Ad Auschwitz c’era un’orchestra femminile”. Liberamente tratto dal libro scritto dalla pianista e cantante francese Fania Fénelon, deportata nel campo di sterminio di Auschwitz, lo spettacolo, prodotto dall’abruzzese Orchestra Femminile del Mediterraneo e dalla Fondazione Dean Martin, ha debuttato con successo a Pescara lo scorso gennaio, nel cartellone della rassegna Musica e Società.

Di qui l’invito a esibirsi nella capitale meneghina nell’ambito di Expo, alla vigilia del 25 aprile, Festa della Liberazione. Lo spettacolo, con protagoniste l’attrice pescarese Tiziana Di Tonno ed Edmea Marzoli, racconta la condizione di Fania Fénelon nel campo di Auschwitz, dove le SS tedesche costituirono un’orchestra femminile composta da prigioniere. Brani di Puccini, Mascagni, Beethoven, Brahms, Strauss, Caccini e Sibelius si intersecheranno con la narrazione e la drammatizzazione delle protagoniste, mettendo in luce gli stati psicologici delle deportate musiciste costrette a suonare fino a 18 ore al giorno davanti ad un pubblico di prigionieri e carnefici. Durante la serata ci sarà spazio anche per una raccolta fondi in favore dell’associazione Rishilpi International Onlus, con cui l’Orchestra Femminile del Mediterraneo ha avviato una collaborazione a sostegno del progetto “Amar Sonar Poribar”, per la prevenzione dei matrimoni precoci delle bambine in Bangladesh.

La rassegna Musica e Società tornerà a far tappa a Milano a ottobre con l’Orchestra Femminile del Mediterraneo e il fisarmonicista Mario Stefano Pietrodarchi. «Musica e Società a Milano è una bella occasione per portare avanti gli obiettivi della rassegna anche fuori dai nostri confini», ha spiegato Antonella De Angelis. «Lo spettacolo “Ad Auschwitz c’era un’orchestra femminile” è molto toccante e ha regalato una riflessione ampia non solo sulla condizione delle musiciste all’interno del campo di concentramento, ma anche su quelle che sono le varie persecuzioni razziali e religiose che viviamo purtroppo quotidianamente. In questi mesi a Pescara e, con gli spettacoli presentati in varie località abruzzesi, abbiamo dimostrato come la cultura può essere sostenibile. In ogni appuntamento abbiamo contribuito ad appoggiare le varie iniziative delle associazioni che operano sul territorio, dando loro visibilità e aiuti per portare avanti i loro progetti. Nel primo concerto a favore della Lilt abbiamo partecipato all’acquisto di un ecografo utile nella prevenzione dei tumori che colpiscono le donne, e anche negli altri spettacoli abbiamo creato una rete per denunciare i disagi sociali e per contribuire, attraverso la musica e l’arte, al sostegno di tante iniziative benefiche».

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