Le sculture di Crocetti, un patrimonio abruzzese

17 Giugno 2022

Pubblicato un volume che ricostruisce l’intero catalogo delle opere con documenti e preziose immagini d’epoca

TERAMO. Tra le sue opere più importanti e celebri la Porta dei Sacramenti per la basilica di San Pietro in Vaticano, grandiosa opera in bronzo (quasi otto metri per quattro) inaugurata dal papa Paolo VI il 12 settembre 1965. Un libro prezioso ricostruisce con documenti e immagini l’intero catalogo delle opere che lo scultore abruzzese Venanzo Crocetti (Giulianova 1913 - Roma 2003) eseguì a Roma. È il volume della storica dell’arte Cecilia Paolini Le opere di Venanzo Crocetti a Roma. Studio di un patrimonio diffuso, pubblicato dalla casa editrice teramana Ricerche & Redazioni per la Fondazione Venanzo Crocetti.
L’importante pubblicazione (157 pagine, 20 euro), ricca di fotografie, molte d’epoca, e impreziosita dalla prefazione della storica dell’arte Raffaella Morselli, viene presentata oggi a Teramo alle 18 nella biblioteca Melchiorre Delfico: con l’autrice dialogherà Carla Ortolani, presidente della Fondazione Museo Venanzo Crocetti di Roma, nata nel 2002 nella casa-atelier dello scultore sulla Cassia. Ortolani è l’anima di questa operazione editoriale e culturale che ricolloca l’artista giuliese tra i maestri del Novecento, al pari, scrive lei stessa nell’introduzione, «di altri scultori come Giacomo Manzù, al confronto del quale Crocetti vinse il concorso per una delle due porte principali della basilica di San Pietro in Roma, o Arturo Martini, che l’artista abruzzese avvicendò nella cattedra di scultura all’Accademia di Belle Arti di Venezia». Il volume ricostruisce l’intero catalogo delle opere romane dello scultore abruzzese attraverso la ricostruzione storica, basata sull’analisi delle fonti e dei documenti dell’epoca, e l’analisi stilistica, grazie a un percorso di confronto con l’evoluzione del linguaggio artistico di Crocetti stesso e in parallelo con i grandi maestri di primo Novecento, quali Martini e Fortuny. Il lavoro di ricerca è stato concepito con l’obiettivo di sistematizzare il patrimonio di fonti storiche legato alle committenze e alle richieste di collezionisti ricevute dal maestro. In vita Crocetti fu seguito e lodato dalla critica fin dalle opere giovanili, invitato con regolarità a esporre in rassegne importanti, dalla Biennale di Venezia (la prima volta nel 1934) alla Quadriennale di Roma, spesso premiato: solo negli anni Trenta si contano il premio nazionale dell’Accademia di San Luca, il premio dell’Esposizione nazionale di Firenze, il Gran Premio della scultura alla Biennale veneziana del 1938. La ricognizione di Cecilia Paolini unisce chiarezza divulgativa e rigore della ricerca scientifica nel comporre una catalogazione critica basilare per la comprensione dell’opera del maestro a Roma, la città di elezione, dove Crocetti, orfano a 12 anni, si trasferì giovanissimo nel 1928 e dove maturò la propria formazione tecnica e stabilì il proprio studio, trasformato in museo negli ultimi anni di vita. Nel libro tra le opere romane di Crocetti si incontrano, oltre alla Porta dei Sacramenti, la scultura in marmo di Sant’Agnese per l’omonima cappella nella basilica di sant’Eugenio, la Via Crucis per la basilica di San Giovanni Bosco, il trittico scultoreo per San Leone Magno, varie altre committenze ecclesiastiche accanto a quelle civili, pubbliche e private, e le opere acquisite dai musei capitolini.