Le Sufragette una stanza da Oscar e i boss londinesi

3 Marzo 2016

di Anna Fusaro Settant'anni fa le donne italiane votarono per la prima volta. Per onorare la ricorrenza si vada a vedere “Suffragette”, film della regista britannica Sarah Gavron sulla battaglia per...

di Anna Fusaro

Settant'anni fa le donne italiane votarono per la prima volta. Per onorare la ricorrenza si vada a vedere “Suffragette”, film della regista britannica Sarah Gavron sulla battaglia per il suffragio femminile di altre donne europee, pioniere nella rivendicazione di diritti e nella denuncia di discriminazioni e violenze, dalla disparità di salario agli abusi sessuali.

Finora la lotta delle femministe inglesi per il voto non aveva avuto visibilità sul grande schermo, a parte l'accenno burlesco in “Mary Poppins” (la super tata viene ingaggiata perché Mrs Banks è sempre a manifestare). Finalmente ecco un lungometraggio dedicato alle battaglie, anche violente, esplose nel 1912 a Londra. Erano soprattutto donne della borghesia a guidare il movimento, ma presto si unirono le proletarie, che più delle altre subivano vessazioni, in famiglia e al lavoro. Come Maud, interpretata da Carey Mulligan, operaia-schiava in una malsana lavanderia, sottoposta ai miasmi ammorbanti e alle insidie del capo. Maud un giorno incappa per caso in un'accesa protesta delle donne, che esasperate dai rifiuti del governo spaccano vetrine, incendiano cassette delle lettere, s'incatenano ai cancelli. Tra le militanti Maud riconosce un'altra operaia, Violet (Anne-Marie Duff), che la trascinerà nel movimento. Tra le interpreti di questo film, Helena Bonham Carter e in un breve cameo Meryl Streep, nei panni di Emmeline Pankhurst, leader del movimento femminile inglese fin dal 1903.

Una donna lotta per la sopravvivenza sua e del suo bambino nel dramma psicologico “Room” di Lenny Abrahamson, film che è valso l'Oscar e il Golden Globe come migliore attrice protagonista alla 26enne Brie Larson. Ma (Larson) e il figlioletto di cinque anni Jack (Jacob Tremblay) sono segregati in una stanza di una decina di metri quadri senza finestre, rinchiusi da Old Nick (Sean Bridges), l'uomo che sette anni prima ha rapito e violentato Ma. Jack non conosce il mondo esterno e la giovane mamma, il cui vero nome è Joy, ha cercato di inventare per lui un intero universo e una vita “normale”. Finché non arriva il momento della fuga e il difficile reinserimento di entrambi nel mondo esterno. Dal romanzo di Emma Donoghue, autrice della sceneggiatura, ispirato al terribile caso Fritzl scoperto in Austria nel 2008.

In sala anche il gangster movie “Legend” di Brian Helgeland, con Tom Hardy virtuosisticamente impegnato nell'interpretazione di due personaggi, i fratelli gemelli Ron e Reggie Kray, boss della malavita londinese negli anni Cinquanta-Sessanta. Tra le novità odierne anche lo spirituale “Marie Heurtin - Dal buio alla luce” di Jean-Pierre Améris. Marie è nata sorda e cieca nel 1895: giudicata “idiota” dai medici, verrà aiutata dalla giovane suor Marguerite a uscir fuori dal buio che l'avvolge.

In sala anche “Urge”, ripresa in alta definizione dell'omonimo fortunato spettacolo di Alessandro Bergonzoni: 280 repliche in tre anni in giro per l'Italia.

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