Leo e Argentero tra miti dello sport e appunti sulla vita

I due amatissimi attori di fiction e cinema tornano sul palco e scelgono il “D’Annunzio” di Pescara per due spettacoli
PESCARA. Record di ascolti per le loro fiction tv e incassi importanti dei film che li vedono protagonisti, ma Edoardo Leo e Luca Argentero il teatro non lo mettono da parte, anzi scalpitavano – per loro stessa ammissione – nella lunga sospensione degli spettacoli dal vivo determinata dall’emergenza sanitaria per tornare a calcare il palcoscenico. Dunque eccoli tornare questa estate con i loro monologhi di successo e fare tappa a Pescara per “Teatro al D’Annunzio”, la stagione teatrale dell’Ente Manifestazioni Pescaresi.
Edoardo Leo sarà il primo a tornare sul palco abruzzese (e poi sarà alla scrittura testi e regia per il collega e amico Argentero). “Ti racconto una storia”, lo spettacolo di e con Leo che ha registrato ovunque grande successo, andrà in scena sabato 31 luglio alle 21.30 sul palco del Teatro D’annunzio. Un reading-spettacolo prodotto dalla pescarese Stefano Francioni Produzioni, con le improvvisazioni musicali di Jonis Bascir, che mette in fila e collega appunti, suggestioni, letture e pensieri che l’attore e regista ha raccolto dall’inizio della sua carriera. Vent’anni di annotazioni, ritagli, ricordi e risate trasformati in uno show coinvolgente che cambia forma e contenuto in base allo spazio e all’occasione. Uno spettacolo che fa sorridere e riflettere, che racconta spaccati di vita unendo parole e musica. Una riflessione su comicità e poesia, che in fondo, riflette l’attore in scena, non sono poi così lontane. Non solo racconti e monologhi di scrittori (Benni, Calvino, Marquez, Eco, Benni, Piccolo...) ma anche articoli di giornale, aneddoti e testi di giovani autori contemporanei e dello stesso Leo. Poi spazio ai miti d’infanzia di Luca Argentero. Sabato 11 settembre, alle 21.30, sempre nel teatro sul lungomare Colombo, ecco lo spettacolo dell’attore torinese (classe 1978) “È questa la vita che sognavo da bambino?” prodotto dalla Stefano Francioni Produzioni; scritto da Gianni Corsi, Luca Argentero ed Edoardo Leo, che ne cura anche la regia; musiche del compositore abruzzese Davide Cavuti. Argentero sul palco narra le storie di vite straordinarie che hanno inciso nella società, nella storia e nel loro sport, li racconta dal punto di vista umano e sociale, con una particolare attenzione ai tempi in cui hanno vissuto. E dunque prendono vita sul palco Luisin Malabrocca, “l’inventore” della Maglia Nera, il ciclista che nel primo Giro d’Italia dopo la guerra si accorse che arrivare ultimo, in una Italia devastata come quella del ‘46, faceva simpatia alla gente: riceveva salami, formaggi e olio come regali di solidarietà; Walter Bonatti, l’alpinista che dopo aver superato incredibili sfide con la montagna, arrivato quasi sulla cima del K2, scopre che la minaccia più grande per l’uomo è l’uomo stesso. E poi Alberto Tomba, il campione che ha fermato il Festival di Sanremo con le sue vittorie, l’insolito sciatore bolognese che con la sua leggerezza nella vita e aggressività sulla pista è arrivato a essere conosciuto nel mondo come “Tomba la bomba”.
