Leone d’oro alla carriera a Cronenberg

Il regista: «Lunga vita ai “mostri” verità e arte». Guillermo Del Toro: «È il mio Dio»
VENEZIA. David Cronenberg ha il dono di saper raccontare la bellezza e il valore dei “mostri”, intesi come creature diverse e osteggiate.
E nel ricevere il Leone d'oro alla carriera in Sala Grande il regista, sceneggiatore, attore, produttore, direttore della fotografia, montatore e scrittore porta subito anche il riconoscimento della Mostra internazionale dell’arte cinematografica di Venezia nel suo mondo, rendendolo un simbolo: «Anche questo Leone è un mostro, perché è la combinazione di diverse creature», esordisce guardando la statuetta nelle sue mani. «È fiero, forte, può volare, sa librarsi oltre i confini della terra. Rappresenta per me il mostro della verità e dell’arte di cui ora abbiamo bisogno più che mai. Gli auguro lunga vita, che possa conquistare i suoi molti nemici», aggiunge il cineasta dopo aver ricevuto il riconoscimento da Paolo Baratta, presidente della Biennale di Venezia,con il pubblico in standing ovation. Sul palco in Sala Grande è salito anche un fan d'eccezione del regista di Videodrome, Guillermo Del Toro, presidente di Venezia 75, che ha condiviso tutta l'ammirazione per il collega: «Ero convinto che si potesse usare il fantastico per raccontare storie importanti ma c’erano poche voci rilevanti nel genere e l’unica veramente eccezionale era quella di David Cronenberg», dice in inglese il regista di La forma dell'acqua, per poi interrompersi e aggiungere in italiano: «Sono troppo emozionato, lui è il mio Dio».
Secondo Del Toro, Cronenberg con i suoi film «è riuscito ad esprimere il suo senso di indipendenza e di integrità. Nessuno come lui ha saputo raccontare la ribellione dell’imperfetto, la fragilità del normale. Ha creato il proprio universo, tanto che lui non si può definire un regista di genere, il suo nome è diventato un genere a sé, come si dice “felliniano” è nata la la parola cronenberghiano». Un omaggio al quale Cronenberg ha reagito abbracciando Del Toro e dicendo: «Grazie, fratello mostro. Come forse sapete abbiamo tutti e due una passione per i mostri e il cinema».
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