Levante: resto una nostalgica ho tante facce e sono libera

La cantante a Pescara con il tour nei teatri tra successi e il nuovo “Opera Futura” «Sul palco e nella vita sono naturalmente portata a mostrare tante cose di me»
PESCARA. Eleganza, dolcezza, nostalgia ma anche tanta energia e uno sguardo dritto verso il futuro. Sono questi gli ingredienti che domenica 14 aprile, alle 21, saliranno sul palco del Teatro Massimo di Pescara insieme a Levante. Il capoluogo adriatico, infatti, ospiterà una delle tappe di Live nei teatri, il tour con il quale la cantautrice, autrice e scrittrice siciliana, all’anagrafe Claudia Lagona, sta girando l’Italia portando con sé la sua «carovana gipsy» (Alessio Sanfilippo alla batteria, Alessandro Orefice alle tastiere, Matteo Giai al basso, Eugenio Odasso alla chitarra, Lorenza Giusiano e Elisa Semprini ai cori) e alcune suggestioni visive e musicali del grande show andato in scena all’Arena di Verona a settembre 2023. A salire sul palco saranno soprattutto i brani del suo ultimo album “Opera Futura”, tra cui “Vivo”, portato da Levante a Sanremo nel 2023, “Metro”, “Iride blu e cuore liquido” o l’ultimo intimo singolo “Mi manchi”.
Ma nel concerto pescarese non mancheranno certamente i grandi successi dei primi quattro album dell’artista, dal suo primo singolo “Alfonso” a “Vertigine”, passando per “Abbi cura di te”, “Non me ne frega niente”, “Antonio”, “Tikibombom” o “Gesù Cristo sono io”, con alcune canzoni rivisitate grazie all’aggiunta di strumenti come il violino e il contrabbasso elettrico, con tappeti armonici più vicini al trip-hop che al sound originale. Dopo anni di successi e dopo aver attraversato anche periodi bui, come lo stalking da parte di un ex o la difficoltà psicologica dopo la nascita della sua bambina, che lei stessa ha raccontato, Levante dal 2023 è tornata a guardare verso il futuro, con un nuovo album«necessario e complesso». Un percorso affiancato anche dalla volontà di mettere a nudo, davanti al grande pubblico, emozioni, riflessioni, retroscena e riti scaramantici nel documentario “Levante Ventitré - Anni di voli pindarici” (disponibile su Paramount+). Con questa nuova consapevolezza, dunque, Levante è pronta per arrivare anche in Abruzzo.
È tutto pronto per “Pescara Futura”, una delle 23 tappe del suo tour nei teatri. Cosa aspettarsi da questo concerto?
I concerti teatrali sono molto potenti perché in qualche modo costringono lo spettatore all’attenzione e a farsi travolgere dalle emozioni. E lo stesso, in realtà, vale per noi. Sul palco c’è un’attenzione ai brani e una cura maggiore. Almeno è questa la sensazione che mi danno i teatri. La scaletta è molto varia. Ormai sono quasi 11 anni di carriera, ci sono 5 dischi. Il disco che suoniamo di più è “Opera Futura”perché dà il nome al tour. E poi tornano i vecchissimi brani tratti da “Manuale Distruzione”, “Abbi cura di te”, “Nel caos di sostanze stupefacenti” e “Magmamemoria”. È una scaletta molto eterogenea, ci sono grandissimi momenti di intimità ma anche tanta energia verso la fine, grazie alle hit.
Diverse tappe del suo tour sono già andate sold out. Come accoglie questo calore da parte del suo pubblico?
Lo accolgo bene, mi fa sempre tanto piacere. Dopo i concerti, io a casa non porto mai gli applausi o i numeri, ma porto la stima delle persone. Quando poi ci sono anche i numeri, a confermare che la musica sta percorrendo una strada positiva, fa sempre piacere.
Dieci anni fa il suo primo album. Lo scorso anno l’Arena di Verona. Che differenza c’è tra la Levante di ieri e quella di oggi?
Non credo che ci siano grandi differenze, se non quelle dovute all’esperienza. Per quanto io conservi quell’animo molto istintivo nei confronti della musica e del palco, c’è di contro una sorta di consapevolezza e una certa struttura nell’affrontare le emozioni e i disagi che questo lavoro può creare e nel saper vivere le cose più belle.
Dopo l’arrivo di sua figlia, la piccola Alma Futura, che dà il nome anche a un brano contenuto nell’ultimo album, oggi i suoi brani appaiono meno nostalgici e più ottimisti. È così?
Dopo l’arrivo di Alma Futura ho cercato di essere più positiva e propositiva rispetto al domani. Non so se il mio aspetto nostalgico si sia ridimensionato, temo di no, ma in ogni caso ho un altro modo di prenderlo a braccetto. Non mi faccio travolgere dalla nostalgia, mi faccio accompagnare.
Pensa che a una donna bella, famosa e a cui “non manca nulla”, come dicono i superficiali, si perdonino meno alcune fragilità?
Sicuramente. In realtà, credo sia più facile per chi è molto arrabbiato, o non ha raggiunto determinati obiettivi nella vita, giudicare le persone “fortunate” con più durezza. In più, il fatto di essere una donna realizzata e con degli aspetti che appartengono alla fortuna, come quello di avere un corpo normodotato, può infastidire.
Cantautrice ma anche scrittrice di libri, icona di stile, paladina di tante battaglie civili, mamma. Come si descriverebbe a chi non la conosce?
Sono poliedrica. Ho tanti aspetti e non ho mai nascosto tutte queste mie facce perché sono naturalmente portata a mostrare tante cose di me. Per quanto a volte possano creare confusione, mi fanno sentire libera e mi rendono libera. A discapito di una tranquillità altrui, io preferisco la mia poliedrica libertà.
Prima di ogni concerto di questo tour pubblica su Instagram una breve presentazione della città che la ospiterà. È già pronto il “Wikileva” su Pescara?
Il Wikileva su Pescara non è pronto (ride, ndc). Di solito lo registro il giorno stesso in cui arrivo nelle città, quindi nella data del concerto, per cui prepareremo per tempo anche quello di Pescara.
Ci sarà qualche ospite sul palco con lei a Pescara?
Temo che non ci saranno ospiti a Pescara, ma mai dire mai. A volte arrivano le belle notizie anche alla fine.
