Levante si rivela: «Io ricattata da un ex e poi la depressione»

10 Marzo 2024

La cantante siciliana apre il nuovo tour stasera a Isernia Il “Live nei teatri tour” al Massimo di Pescara il 14 aprile

PESCARA. È un periodo di grande attività per Claudia Lagona, in arte Levante. A partire dall’uscita, lo scorso 23 febbraio su Paramount+, del docufilm Levante Ventitré - Anni di voli pindarici, che racconta i retroscena della sua vita e carriera. E mancano poche ore al suo ritorno sul palco: stasera, la cantautrice, autrice e scrittrice siciliana aprirà le danze a Isernia con la data zero del Live nei teatri. Il tour, prodotto e distribuito da Vivo Concerti, la porterà in giro per i maggiori teatri italiani, con una data anche a Pescara, al teatro Massimo, domenica 14 aprile.
In occasione del lancio del tour, Levante ha concesso anche una lunga intervista a cuore aperto al settimanale Vanity Fair, in cui ha raccontato la relazione tossica vissuta una decina di anni fa con una persona «che non si rassegnava al mio “non ti amo”».
«Ha tentato di ricattarmi: aveva dei nostri filmati, file privati. Mi chiamava in continuazione: “Sto male”, mi implorava, e così passavo ore al telefono a cercare di tranquillizzarlo. Mi ha scritto 980 mail nel giro di un mese, che significa circa 30 ogni giorno». La cantautrice racconta la vicenda per la prima volta, ripercorrendo i momenti fino alla denuncia, a distanza di una decina d’anni dall’accaduto. «Non posso più continuare a dire di sapere che cosa provano certe donne, di immedesimarsi in loro, senza confessare di esserci passata anch’io».
«Tutti attorno a me erano preoccupati», ha raccontato ancora la cantante. «I famigliari, le amiche... Io ero spaventata, forse non abbastanza. Non pensavo che arrivasse a farmi del male, temevo per lui, come raccontava alla sorella Giulia Cecchettin (la studentessa uccisa l’11 novembre 2023 dall’ex fidanzato Filippo Turetta, ndr)». A Levante, per fortuna, «è andata bene. Sono viva», sottolinea. «A un certo punto ho provato soprattutto vergogna, molta vergogna. Mi sentivo stupida: non sapevo come gestire la situazione che proseguiva da un paio di mesi. Fino a quando un amico avvocato mi ha consigliato di denunciare».
Adesso, la cantante sta cercando di ritrovare la normalità nella sua fragilità. La canzone Vivo, per esempio, parla della sua depressione post partum. «Tanti oggi parlano di depressione. L’ultimo è stato Sangiovanni. Gli ho scritto un messaggio: “Io sono qua. Se sei in una stanza buia, e io ci sono stata, sappi che puoi bussare a questa porta quando vuoi”». E poi aggiunge «Ecco, lo dico: sono triste e prendo i farmaci».
La depressione arriva di soppiatto, ha raccontato ancora la cantante. «Non ne avevo contezza: ero felice per l’arrivo di Alma e volevo buttarmi dalla finestra. Oscillavo tra la gioia di aver dato la vita e la tristezza di non avere più me. Mi ha salvata Alma: sono cresciuta senza un genitore, non le avrei mai lasciato attraversare la medesima sofferenza».
Ad accompagnare Levante ogni sera sul palco, la band di sempre, con Alessio Sanfilippo alla batteria, Alessandro Orefice alle tastiere, Matteo Giai al basso, Eugenio Odasso alla chitarra, Lorenza Giusiano e Elisa Semprini ai cori, per uno spettacolo inedito che sceglie di sviluppare alcune suggestioni visive e musicali come solo in teatro può accadere, con un contatto più stretto, intimo e accogliente. In scaletta, l’ultimo album Opera futura, oltre a immancabili hit e alcune perle che mancano in scaletta da tanto, rivisitati con l’aggiunta di strumenti come il violino e il contrabbasso elettrico.
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