Litfiba, l’ultimo tour della loro carriera tocca anche l’Abruzzo

Pelù e Renzulli il 28 agosto a Teramo per “Natura Indomita” Due ore e più di concerto per raccontare 40 anni di rock
PESCARA. Si aggiunge un nuovo appuntamento live a “L’Ultimo girone”, il tour che i Litfiba stanno portando in giro per l’Italia per festeggiare i 40 (+2) anni della celebre rock band italiana.
Il 28 agosto, infatti, i Litfiba arriveranno a Teramo, in piazza Martiri della Libertà, per celebrare quest’ultimo capitolo di una lunghissima storia e per dare l’addio anche ai fan abruzzesi. Come anticipa il titolo del tour, infatti, l’Ultimo girone sarà l’ultima occasione per salutare una delle band che hanno fatto la storia del rock in Italia.
Le date estive arrivano dopo il tour di primavera nei club italiani, dove Piero Pelù e Ghigo Renzulli hanno portato la loro musica in doppie serate andate sold out in tutte le città. E anche per gli appuntamenti dell’estate, i due musicisti (accompagnati da Luca “Luc Mitraglia” Martelli alla batteria, Fabrizio “Simoncia” Simoncioni alle tastiere e Dado “Black Dado” Neri al basso) porteranno la solita incontenibile carica in oltre due ore di puro rock, in un vero e proprio viaggio nei loro quarantadue anni di storia. Il tour estivo è ripartito ieri da Campobasso, dopo una pausa di circa un mese, per una serie di appuntamenti live che toccherà i più importanti festival della penisola. La scenografia, disegnata dallo stesso Pelù, raffigura quattro grandi X, «quattro persone che alzano le braccia in segno di vittoria», osserva Pelù, «ma anche i numeri romani che contano i nostri anni. Vi assicuro che queste quattro x sono molto più potenti di tutte le zeta scritte sui carri armati di Putin, hanno la forza del rock'n roll, che esiste da più di 60 anni. Putin non durerà così tanto».
«L'emozione per questi nuovi concerti», prosegue Pelù, «è identica a quella che ebbi il 6 dicembre 1980 quando salimmo sul nostro primo palco alla Rokkoteca Brighton, in provincia di Firenze». La prima esibizione della band la ricorda perfettamente anche Ghigo Renzulli, che aggiunge: «Fu una bolgia immane».
I concerti di L’ultimo girone non hanno una scaletta fissa. «È stato un lavoraccio scegliere i brani», spiega Pelù. «Abbiamo 160 canzoni: allora scegli quelle fondamentali, mettici quelle che non suoni quasi mai e alla fine avevamo almeno cinquanta canzoni da suonare. Ne abbiamo preparate una quarantina e ne suoniamo 22-23 ogni sera». «Abbiamo di fatto due scalette diverse», aggiunge Renzulli, «ma in ogni caso c'è un gruppo di canzoni intoccabili, che ci sono sempre, perché un brano come El Diablo non puoi non farlo».
