Lo Cicero, dal rugby alla sfida con ago e filo

L’ex pilone neroverde frequenta l’Accademia dei Sartori: «La mia giacca preferita è il doppiopetto»
ROMA. Difficile tenere in mano ago e filo quando si ha un passato da rugbista: imparare a cucire un abito su misura è la nuova sfida di Andrea Lo Cicero. “Il barone”, pilone dell’Aquila Rugby dal 2004 al 2006 e al capoluogo abruzzese rimasto legato, come testimoniano incursioni benefiche dopo il terremoto, è abituale frequentatore dell'Accademia nazionale dei Sartori a Roma.
Sportivo, ma anche giardiniere, contadino e allevatore amatoriale, l’ex neroverde è un grande appassionato di arte sartoriale, anche perché il suo fisico richiede abiti cuciti ad hoc. «È un lavoro certosino che richiede tanto tempo, manualità e pazienza», sorride il rugbista che, improvvisandosi anche indossatore, ha conosciuto alcuni anni fa in passerella una modella che è diventata la sua compagna. Il sarto di fiducia del barone, Ilario Piscioneri, è il presidente dell'Accademia dei Sartori che quest'anno ha aperto le porte a una classe di 16 allievi, tra i 20 e i 36 anni, di cui 4 provenienti da Pakistan, Irlanda, Francia e Ucraina. Solo 6 di loro sono donne: inaspettatamente è la presenza maschile quella che prevale nell'Accademia, che organizza corsi triennali di cucito su misura per uomo e corsi trimestrali per modellisti uomo-donna.
Niente sartine in bianco e nero, ma solo uomini nelle immagini storiche appese alle pareti della scuola, che solo in anni recenti ha iniziato ad ospitare anche ragazze. Legalmente costituita a Roma nel 1947, l'Accademia si riallaccia all'Università dei Sartori nata a Roma nel 1575 per volontà di Papa Gregorio XIII. Continua ancora oggi a dettare legge nel campo della moda e rinnova di anno in anno la tradizione made in Italy. In mezzo a cappotti colorati, tessuto gessato, Principe di Galles, pied de poule e finestrati, spiccano le fantasie delle giacche. Tra monopetto e doppiopetto, Lo Cicero non ha dubbi: «La giacca doppiopetto è quella che preferisco, meglio se in verde, il colore che mi dona di più». A partire dal punto base, la strada è lunga per arrivare a realizzare un abito completo. «Per farlo ci vogliono circa 30.000 punti», spiegano i maestri sarti Torello e Federico Curzi, fratelli di 84 e 77 anni. Per fare un pantalone un professionista impiega tra le 8 e le 10 ore, per una giacca fino a 50 ore. La scuola punta a formare figure professionali in grado di rispondere alle tante richieste delle sartorie artigiane, che denunciano da anni la progressiva rarefazione di operai specializzati. «L'arte sartoriale ha bisogno di quel ricambio generazionale indispensabile per assicurare nuova linfa al settore», spiega il presidente dell'Accademia, che sta organizzando Arte sartoriale 2017, sfilata in programma a Roma il 25 giugno alla Lanterna di Fuksas. Con un occhio rivolto al sociale: i maestri sarti hanno regalato un corso a un ragazzo di Amatrice che dopo il sisma non ha più una casa. E il prossimo anno l'Accademia intende dare la stessa opportunità a un ragazzo proveniente dalle aree colpite dal terremoto. (g.c.)
