Lo specchio d’acqua sulla rotta adriatica degli uccelli migratori

1 Ottobre 2016

ALTINO. Il Lago di Serranella si è formato a seguito della costruzione di una traversa per scopi irrigui, nel 1981. Oasi Wwf dal 1987, Riserva Naturale Regionale dal maggio 1990. L' estensione dell'Oa...

ALTINO. Il Lago di Serranella si è formato a seguito della costruzione di una traversa per scopi irrigui, nel 1981. Oasi Wwf dal 1987, Riserva Naturale Regionale dal maggio 1990. L' estensione dell'Oasi è di 302 ettari + 200 di fascia di rispetto e ricade nei territori dei Comuni di Altino, Casoli e Sant'Eusanio del Sangro, in provincia di Chieti. L’invaso, pur essendo di origine artificiale, è diventato in breve tempo una area umida ricca di biodiversità: la vicinanza alla costa adriatica e alla confluenza dei fiumi Sangro ed Aventino ne hanno fatto una delle aree più importanti per la sosta degli uccelli migratori lungo la rotta adriatica e per la fauna in generale. Negli ultimi anni, con interventi di ripristino ambientale, si sta ricostituendo la ricchezza di habitat dell’ambiente fluviale attraverso laghetti, lanche, zone allagate per riportare l’ambiente ed il paesaggio al suo aspetto originario. Le indagini effettuate hanno messo in luce l'eccezionale ricchezza vegetazionale della Riserva dove sono state già rilevate circa 25 associazioni vegetali, quasi tutte legate ad ambienti acquatici, con specie talvolta molto rare. La vegetazione più rappresentata è quella palustre con un esteso canneto a cannuccia di palude. Del tutto peculiare è la comunità a tifa di Laxmann, specie nota in Abruzzo solo per la riserva di Serranella ed inserita nel “Libro Rosso” delle Piante d'Italia. Man mano che ci si avvicina alle sponde del lago si incontrano fasce di vegetazione ripariale dove domina il saliceto con la presenza del salice da ceste, del salice rosso e del ripaiolo che lasciano poi spazio ai saliceti con fisionomia più arborea dominati dal salice bianco misto al pioppo bianco. In aree vicine alle sponde domina l'ontano nero e numerosi arbusti: il sanguinello, la fusaggine, il nocciolo, il ligustro, il luppolo. Vicino al torrente Gogna si è conservato un lembo di bosco con olmo campestre e farnia. L’aspetto naturalistico più importante della Riserva è la notevole ricchezza avifaunistica; per la sua posizione geografica essa è infatti divenuta un punto strategico per le migrazioni degli uccelli lungo la costa adriatica. Sono state censite 218 specie diverse e tra queste alcune molto rare come il falco pescatore, la cicogna nera, il mignattaio, la gru, il fenicottero, il marangone, la spatola, l’airone bianco maggiore ed il cormorano, la cui presenza durante le migrazioni, e soprattutto in inverno, è ormai regolare.