Luxuria: «L’ignoranza alimenta l’omofobia»

L’ex parlamentare madrina dell’Abruzzo Lgbt Film Festival incorona vincitore “La Terra di Dio” di Francis Lee
PESCARA. «Salvini con le sue divise icona gay stile Village People. La senatrice Paola Pelino mi ricorda Crudelia Demon con quei capelli imbalsamati. Gli anni Ottanta a Foggia: eravamo stronze e carogne, come gang ci riunivamo tra panchine e angoli nascosti in gruppetti dai soprannomi tremendi. Lì organizzai la prima disco gay con drag show, allora una rassegna Lgbt sarebbe stata pura fantascienza… ».
Sabato sera al Florian di Pescara con Vladimir Luxuria, superospite e madrina dell'Abruzzo Lgbt (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender) Film Festival nato a L’Aquila dall’impegno di Marcello Di Giacomo con Nunzio D’Alessio e da quest’anno – quarta edizione – diffuso in tutte le province abruzzesi. Un’edizione complessa ed esaltante per l’alto livello delle partecipazioni di carattere internazionale, ha sottolineato il direttore artistico Di Giacomo: «L’impegno e la passione nel mettere insieme una grande rete ci ha premiati, abbiamo presentato film di genere che difficilmente trovano distribuzione commerciale o amatoriale, eppure premiati a Cannes o al Sundance. Lavori importanti per educare al sentimento di nuova cittadinanza, giustizia sociale, diritti e libertà della persona in una società in movimento com’è quella contemporanea».
«In Italia siamo indietro sulle scelte culturali, questo festival vuole offrire una possibilità di educazione a tutti senza distinzioni», sottolinea Di Giacomo. «In questo gioco dell’oca la cultura è tutto, l’ignoranza alimenta l’omofobia» dice Luxuria, «manifestazioni come queste servono a far riscoprire un sentire comune, corteggiamento, gelosia, tradimento sono sentimenti universali nell’amore etero come in quello gay. Non un tabù ma la normalità delle cose, il rispetto dei sentimenti è il messaggio che vogliamo comunicare alle nuove generazioni spesso preda dei social». Occhio attento inoltre alla valorizzazione dei nuovi talenti di un cinema di qualità, così la giuria presieduta da Roberto Schinardi, giornalista di Gay.it (mediapartner nazionale del FF) ha proclamato vincitore il film inglese di Francis Lee “God’s own country” (La terra di Dio) (GB 2018) «Per l’autenticità” sottolinea la motivazione, «il rigore e il senso del paesaggio che rende questo potente melodramma bucolico un appassionante viaggio attraverso l'educazione sentimentale di un giovane contadino che non ha mai imparato a sorridere ma trova inaspettatamente l'amore in un bracciante rumeno tra le aride e brulle colline del West Yorkshire. E per gli ottimi attori protagonisti Josh O' Connor e Alec Secareanu». Premiata anche la sezione corti: Unicorno d’argento a “Forget me not” (No me olvides) dello spagnolo Ferran Navarro-Beltrán (Spa 2018) «Per aver colto la missione numero uno di un cortometraggio funzionale, scegliendo di sfuggire alla tentazione presuntuosa o caotica di voler riassumere e comprimere una storia complessa nello spazio stretto di pochi minuti. No me olvides sceglie invece di far coincidere il tempo della storia con il tempo della narrazione. Sette minuti dentro la verità e la naturalezza di un momento di vita intimo. Non c’è nulla che venga sacrificato nella rincorsa di voler raccontare troppo. Tutto arriva dritto ma con il suo tempo, e noi partecipiamo senza sentirci affatto guardoni, perché ci sentiamo caldamente invitati a questo incontro felice». Applausi meritati e progetti di espansione nel centro Italia per il futuro di Abruzzo Lgbt FF, nominato di interesse rilevante anche dal Ministero dei beni culturali-Direzione generale del cinema.
Scanzonata ma sempre acuta, entusiasta di tornare tra gli amici abruzzesi si è detta Vladimir Luxuria che ha rievocato trascorsi aquilani prima e dopo del tragico sisma. «Mi ha subito colpito la bellezza dell’Aquila che spesso ho raggiunto da Roma», ha raccontato, «ripenso al centro storico affollato di edifici importanti e monumenti, mi auguro torni presto a essere il salotto culturale che era». «Spesso il problema delle proposte di qualità come questo festival è la necessaria migrazione per mancanza di spazi adeguati, in realtà restare sul territorio dovrebbe essere una scelta libera e di piacere. Ma siamo in terra di transumanza, siamo abituati a questo. Non bisogna scoraggiarsi e crederci, sfidando tutti. L’idea guida deve essere l’emozione: emozionarsi e far emozionare gli altri, un atto di generosità».
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