Lynch poliziotto ambiguo in Big Sky

Su Star di Disney + due detective indagano su omicidi collegati nel Montana
ROMA. Un camion che ricorda quello di Duel, un camionista psicopatico e mammone, un centro di investigazioni al femminile, un poliziotto per niente trasparente, donne che scompaiono in una zona remota del Montana e, infine, anche un romanzo-thriller, The Highway, firmato da CJ Box.
Questa la ricetta di Big Sky, lanciato ieri su Star, nuova sezione che sarà parte integrante di Disney+ con le sue proposte di serie, film, documentari e altri titoli. Il tutto parte sulle note di “All Night Long” di Lionel Ritchie e nella sede di un ufficio di investigazioni private gestita da Cassie Dewell (Kylie Bunbury ) e Jenny Hoyt (Katheryn Winnick), impegnate a ritrovare due sorelle rapite da un camionista su una remota statale nel Montana. Aiutate dall’ex marito di Jenny, Cody (Ryan Phillippe) ex poliziotto, le investigatrici scoprono ben presto che queste non sono affatto le uniche ragazze scomparse nella zona. I tre cercano di fermare il criminale, probabilmente un feroce serial killer, in una sorta di road movie dove di volta in volta sono protagonisti: Ronald Pergman (Brian Geraghty), inquieto camionista; Danielle e Grece, le due sorelle rapite interpretate rispettivamente da Natalie Alyn Lind (The Goldbergs) e Jade Pettyjohn (Little Fires Everywhere); Rick Legarski (John Carroll Lynch), un membro della pattuglia autostradale con un passato oscuro e, infine, Helen (Valerie Mahaffey) nei panni dell’oppressiva madre del camionista.
Dietro tutto questo, un talento come quello di David Edward Kelle, produttore e sceneggiatore autore di “Ally McBeal”, “Big Little Lies - Piccole grandi bugie” e il recente “The Undoing - Le verità non dette”. Tra i personaggi di questo thriller pieno di colpi di scena, l’ambiguo Rick Legarski interpretato da Carroll Lynch che dice in collegamento remoto: «Interpreto un agente della polizia stradale molto orgoglioso del suo lavoro. Posso dire anche», aggiunge l’attore, «che sarà coinvolto nelle indagini e che è un personaggio sorprendente, molto complicato. Una cosa, quest’ultima, che sembra far parte del mio destino d’attore» osserva Lynch che nel 2007 recita in “Zodiac”, dove interpreta Arthur Leigh Allen, sospettato di essere il Killer dello Zodiaco e nel 2014 in “American Horror Story” è il serial killer John Wayne Gacy. «Abbiamo seguito il protocollo Covid in maniera attenta. Anche se va detto che sul set è l’attore il principale soggetto a rischio perché è l'unico a non indossare una mascherina. E devo dire che è difficile lavorare in queste circostanze». Brav’uomo o villain? «Nella mia carriera ho fatto l’uno e l’altro, è inevitabile. Sul fronte cattivi ad esempio ho dato il volto a uno degli uomini più malvagi del ventesimo secolo ovvero il serial killer John Wayne Gacy».
Meglio cinema, tv o teatro? «In tv non sai mai cosa succederà dopo e quindi è molto più simile alla vita. Il teatro è la cosa migliore per gli attori. Sono loro a comandare sin dall’inizio, sono loro gli interpreti del lavoro. Non faccio teatro da molto tempo, causa coronavirus, e ho una gran voglia di essere di nuovo in presenza in quel magico spazio». Che reazione avrà il pubblico guardando Big Sky? «Penso che il pubblico sarà entusiasta e al tempo stesso sorpreso. Ci sono in questa serie personaggi avvincenti in un ambiente davvero bello che non si vede molto spesso in televisione. E penso che sarà una vera corsa e, come dice il personaggio in uno dei trailer: «Preparati all’impatto, allaccia le cinture».
