“Ma diamoci del tu”, ce lo chiede Brignano

20 Dicembre 2023

L’attore a Pescara con lo show che ha conquistato l’Italia: «Nessuna formalità, parlo confidenzialmente col mio pubblico»

PESCARA. Un monologo comico per raccontare alcuni aspetti inediti della sua vita artistica e di quella personale: l’attore romano Enrico Brignano si esibirà a Pescara venerdì 29 marzo 2024 al Pala Giovanni Paolo II (ore 21) con “Ma diamoci del tu!”, spettacolo scritto con Manuela D’Angelo e la collaborazione ai testi di Alessio Parenti, musiche originali di Andrea Perrozzi e prodotto da Vivo Concerti.
«Darsi del tu oggi è ormai la prassi, mentre il “lei” sembra qualcosa di arcaico e formale», spiega il comico nato alla suola di Gigi Proitetti, nel presentare il suo show. «Per dire: quando ti chiamano dal call center per discutere che so, la tariffa telefonica oppure per proporti di investire l’eredità di pora nonna in criptovalute, usano il lei, probabilmente per renderti più difficile il mandarli a quel paese. Il “lei” è burocratico, lo si usa con le forze dell’ordine o al comune, ma del resto il “tu” che lo sta sostituendo è vuoto, non porta con sé quella confidenza vera, quella familiarità che intendo io. È per questo che comincio questo spettacolo dando del tu al mio pubblico: per creare una confidenza che sia non di forma, ma di sostanza». «E che io sia un uomo di sostanza si dovrebbe capire già solo guardandomi», scherza l’artista di origini abruzzesi: mamma di Palombaro e per lui servizio militare a Chieti, «voglio aggiungerci pure quel “ma” che resetta tutto, che azzera le distanze, che siano sociali, economiche o d’età». Già l’età... nota “dolente! «L’età… ultimamente ho notato che per colpa della mia età sempre più persone tendono a darmi del lei», osserva infatti l’attore, «un lei che è doloroso come una fitta della sciatica, che è più fastidioso e irritante di quando mi scopro a tirarmi su dal divano esclamando: “hoplà”. Mi sa che all’espressione “giovane comico romano” devo cominciare a togliere il “giovane”». Poi Brignano osserva con la sua ironia alta e pop come il “tu”vuoto e sempre meno confidenziale stia sostituendo il “lei”, oggi usato nelle poche e ambigue circostanze citate. E continua: «Siccome sono in vena di confidenze, nel mio spettacolo mi concedo di parlare di aspetti inediti della mia professione e di una storia personale che poi assurge a paradigma un po’ per tutti... Sì, perché per la prima volta ho deciso di raccontare le delusioni, le false partenze, tutti i “no” che ho collezionato nella mia vita, professionale e non. Certo sempre con un sorriso, mai prendendomi sul serio, ma sottolineando come tutto serva nella vita, anche un rifiuto ci può fortificare e renderci quel che siamo oggi. Coadiuvato sul palco dal maestro Andrea Perrozzi, io parlo. Con la collaborazione di due presenze “moleste” ma preziosissime, Pasquale Bertucci e Michele Marra, io intanto continuo a parlare. Quando poi mi lasciano da solo sul palco, parlo ancora. Ebbene sì, c’ho tanto da parla’. E qualche volta anche da lamentarmi. “Ma lei Brignano non sa che lamentarsi è tipico delle persone anziane?” “Certo che lo so. Ma intanto lei, coso...mi dia del tu!”».