Mahler e Wagner per salutare i 50 anni del Conservatorio

PESCARA. C’è qualcosa di magico nelle ultime ore di prove prima del concerto. Massima concentrazione e prove a capofitto in sala fino a questa mattina. Lo stanno sperimentando studenti, ex studenti e...
PESCARA. C’è qualcosa di magico nelle ultime ore di prove prima del concerto. Massima concentrazione e prove a capofitto in sala fino a questa mattina. Lo stanno sperimentando studenti, ex studenti e insegnanti dell’orchestra del Conservatorio “Luisa D’Annunzio”.
Un organico poderoso, di 80 elementi sotto la direzione di Patrick De Ritis alla vigilia del gran concerto di stasera al Circus. In programma un capolavoro del sinfonismo, la Sinfonia n. 4 di Mahler in Sol maggiore, con Sandra Buongrazio soprano. E l’Ouverture de I maestri cantori di Norimberga di Richard Wagner. Lo spettacolo (inizio alle 21, biglietti sui circuiti online e nella sede della “Barbara” in via Liguria) è un progetto speciale della stagione musicale della Società del Teatro e della Musica “Luigi Barbara” e apre le celebrazioni del 50esimo anniversario della statizzazione del Conservatorio di Pescara. «Una sfida e un’avventura», dice il direttore De Ritis, primo fagotto solista dei Wiener Symphoniker e docente storico del “Luisa D’Annunzio”, di cui è stato a sua volta studente. Per l’Orchestra del Conservatorio si tratta di un’occasione straordinaria, sottolinea De Ritis. La Quarta Sinfonia di Mahler, «forse la più bella e delicata mai scritta», viene eseguita per la prima volta: «Sarà la dimostrazione dell’apice raggiunto dal Conservatorio di Pescara. La presenza congiunta di allievi e insegnati nell’organico è la prova della crescita professionale raggiunta negli anni».
Da 15 anni a questa parte De Ritis, fagottista solista del Vienna Symphony Orchestra, vive tra Vienna e Pescara e si rende disponibile a dirigere annualmente l’Orchestra del Conservatorio. Una presenza prestigiosa che si aggiunge alle svariate personalità artistiche di docenti e amministratori che hanno fatto parte del Conservatorio negli anni e nei diversi spazi occupati nel tempo dall’istituzione scolastica accompagnando le trasformazioni economiche e sociali della città, racconta Alfonso Patriarca, oggi a capo dell’istituzione musicale pescarese, entrato a soli 11 anni, racconta, in quella «che sento come la mia casa. Un onore esserne il direttore in questo particolare momento storico», afferma.
Il conservatorio, tiene a sottolineare Patriarca, «rappresenta una realtà artistica articolata e un punto di riferimento identitario per Pescara. Una risorsa della città, che ha contribuito alla ricchezza formativa e culturale dei propri studenti mettendosi al servizio della cittadinanza. Il 2019 servirà a raccontare mezzo secolo di storia che giunge a compimento nell’anno accademico in corso». «Con questa serata straordinaria al Circus, ospiti come già altre volte nella prestigiosa stagione della “Barbara”, daremo il via ufficiale alle celebrazioni», continua il direttore. «Nei prossimi mesi ci proponiamo di raccontare un po’ del nostro passato migliore, molto del nostro miglior presente e un po’ dei nostri progetti futuri, primo fra tutti l’ampliamento del nostro Istituto con la ristrutturazione della ex scuola media Muzii e la riqualificazione dell’intera area circostante». Passato, presente e futuro fatti anche di numeri. Più di 800 studenti, provenienti da Abruzzo e altre regione italiane, di 140 unità circa si compone il personale docente assicurando corsi di primo e secondo livello per tutti gli strumenti, corsi pre accademici e nel prossimo futuro corsi propedeutici, seminari e masterclass con musicisti di fama internazionale. Più breve, ma comunque importante, la storia dell’Orchestra del Conservatorio di Pescara. Nasce nel 2008 con lo scopo di offrire agli studenti sia un approfondimento didattico, sia l'opportunità di un'esperienza formativa a diretto contatto con il mondo del lavoro. Con la sua regolare attività riempie oggi nel contesto culturale cittadino lo spazio esclusivo dei concerti sinfonico-corali offrendo anche la possibilità ai giovani talenti di confrontarsi con il repertorio del solista con l'orchestra, altrimenti di difficile esperienza.
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