Maiezza, l’oste “pazzo” che alleva le lumache di terra

24 Dicembre 2015

Ingegnere elettrotecnico ha rilevato un’azienda a Cepagatti dove, oltre all’elicicoltura, ci sono osteria e circolo ippico

CEPAGATTI. La crisi economica lo ha messo di fronte ad un bivio: partire alla ricerca di nuove chances lavorative o restare, e investire nella terra. Gabriele Maiezza, aquilano, conosciuto anche come “l'oste matto”, ha scelto la busta numero due. E non a caso è partito con un allevamento di lumache o elicicoltura che dir si voglia. La sua è una scelta di vita, e snocciola l'elogio della lumaca: «E' un animale preistorico e forte che si è adattato nei secoli a tutti i climi e terreni», spiega, «è altamente proteico e contiene zero grassi. E poi la sua lentezza assume un significato quasi filosofico per me che ho deciso di dedicarmi alla coltivazione della terra e alla riscoperta delle origini della vita agreste, con i suoi sapori e odori, lontani dai ritmi frenetici moderni. Mi rendo conto che la mia è una scelta in controtendenza, per questo mi chiamano l'oste matto!».

Maiezza ha 45 anni ed è un ingegnere elettrotecnico che dopo aver girato il mondo ha deciso di abbracciare l'agricoltura. La sua azienda, “Santa Felicita”, rilevata dai genitori della moglie, si trova a Cepagatti, appena fuori il centro urbano: cinque ettari di terreno immersi nella mite e verde campagna della contrada da cui prende il nome. E' situata nel mezzo di due rotte antiche e importanti: la strada del regio tratturo e la via del vetturali, punto di incontro all'epoca tra i commercianti di Loreto e i Borboni che in queste zone scambiavano, vendevano e compravano olio e vino in cambio di pomodori e altri prodotti. Nella sua azienda, che porta avanti con la moglie Tecla, avvocato, e le sue tre figlie di 10, 12 e 14 anni, Gabriele oltre che coltivare lumache, ha aperto un'osteria e un agriturismo ed è legato alla Coldiretti attraverso quella grande idea che è Campagna Amica, promozione e vendita dei prodotti nostrani controllati e coltivati a ritmi biologici. Maiezza dice di amare senza mezzi termini l'agricoltura, la cucina, i cavalli e le lumache.

«Quella per la campagna per me è una vera passione», sottolinea l'agrichef, come ama essere chiamato, ossia un cuoco che valorizza i prodotti del territorio con un occhio alla biodiversità, «ma per vivere non è sufficiente la monocoltura, le aziende agricole devono essere multifunzionali». Ecco allora l'osteria, l'elicicoltura, il circolo ippico con cinque cavalli, il trekking, il Servizio ambientale e di Protezione civile, i prodotti cosmetici ottenuti con la bava di lumaca in associazione con altri undici agricoltori locali per fare creme, latte detergente e burro di cacao. E le merende. Già perché l'agrichef Maiezza fa anche questo: merende per gli studenti dell'Istituto comprensivo artistico Misticoni-Bellisario di Pescara.

Li chiama i “panini a chilometro zero” in quanto vanno diretti dal produttore al consumatore, preparati e mangiati, filiazione di un accordo tra la scuola e Campagna Amica, quindi legato ad una rete di produttori Coldiretti, infatti gli ingredienti del panino provengono esclusivamente dalla filiera agricola regionale e da aziende agricole e agrituristiche rigorosamente accreditate. Quindi una ricreazione rigorosamente made in Abruzzo nell'ambito del progetto pilota di educazione alimentare intitolato “Mangiar bene: alimentazione, scuola e salute”, che il liceo artistico, musicale e coreutico pescarese ha voluto avviare prendendo al volo alcune indicazioni del Miur, con l'obiettivo di introdurre nuovi ed efficaci criteri di educazione alimentare a scuola, partendo dall'approvvigionamento delle colazioni per la “pausa” mattutina nell'ambito di un giusto ed equilibrato apporto calorico, proteico e vitaminico. «In ognuna di queste scuole», racconta Maiezza entusiasta, «abbiamo dei box, all'interno dei quali i ragazzi possono scegliere tra panini semi integrali con prosciutto nostrano e formaggio primosale, focacce, pizze con pomodoro locale ma anche succhi di frutta, yogurt e frutta fresca, tutto rigorosamente bio. E' un gran successo, e tutta la mia famiglia è impegnata su questo fronte in nome della cultura del cibo sano. La nostra filosofia», spiega l'allevatore, «è quella appunto del chilometro zero. Nel nostro punto vendita di Santa Felicita i clienti possono trovare prodotti appena raccolti come ortaggi di stagione, ma anche il pane cotto al forno a legna, realizzato con farine speciali macinate a pietra, grani particolari come la saragolla, e ancora le uova di quaglia, formaggi e salumi, l'aglio rosso di Sulmona e il miele. I nostri punti di riferimento poi sono le botteghe di Campagna Amica sparse sul territorio abruzzese, dove si possono comprare anche prodotti di altre aziende agricole, trovando tutti i vantaggi della vendita diretta». Poi la voglia di fare qualcosa di diverso ma fortemente legato al territorio abruzzese, ha spinto l'imprenditore a lanciarsi in una nuova avventura avviando un'attività come l'allevamento delle lumache. «Alleviamo l'Helix aspersa o più semplicemente la classica lumaca mediterranea, che essendo molto diffusa è presente in diversi piatti tradizionali abruzzesi. Ha un ciclo biologico aperto di un anno e mezzo e un'alimentazione esclusivamente vegetale. Ho studiato i suoi spostamenti da vero ingegnere». E proprio la lumaca, pietanza tipicamente contadina, la fa da padrona nel menu dell'osteria “Oste Matto“. «L'osteria», racconta, «è stato uno sbocco naturale dell'azienda agricola. La carne, l'olio, la pasta, il vino sono tutti di produzione propria nel rispetto della tradizione. Anche gli arrosticini sono fatti a mano ed anche il ceppo». Tra le altre specialità si contano la pecora alla callara, salumi, formaggi e ovviamente piatti a base di lumache come le classiche lumache al sugo e ancora una rivisitazione delle linguine allo zafferano ed erba di montagna con lumache. L'azienda agricola è anche un piccolo ma confortevole agriturismo.

Dispone infatti di due mini appartamenti con cucina e camera da letto aperti tutto l'anno. Inoltre è possibile passare le giornate immersi nella natura, facendo piacevoli escursioni guidate a cavallo lungo il fiume Nora. L'obiettivo di Gabriele Maiezza è quello di riportare sulle tavole dei suoi clienti del cibo “vero” ossia sano e genuino, affinché tutti possano assaporate i prodotti della terra, ma anche di far conoscere le risorse e le bellezze del territorio abruzzese con un occhio sempre rivolto al rispetto della tradizione. E nei progetti futuri dell'oste matto sbuca l'idea di una “fattoria sociale”, ossia un'azienda agricola utile al recupero sociale di persone fragili attraverso l'ippoterapia, l'ortoterapia e tutto ciò che possa riportare l'uomo al suo contatto vero e reale con la Terra.©RIPRODUZIONE RISERVATA