Malabrocca, Bonatti e Tomba nell’interpretazione di Argentero

7 Aprile 2019

TAGLIACOZZO. Luca Argentero torna in Abruzzo con lo spettacolo teatrale “E' questa la vita che sognavo da bambino?”. L’appuntamento con l’attore è per oggi (alle 21) al Teatro Talia di Tagliacozzo; e...

TAGLIACOZZO. Luca Argentero torna in Abruzzo con lo spettacolo teatrale “E' questa la vita che sognavo da bambino?”. L’appuntamento con l’attore è per oggi (alle 21) al Teatro Talia di Tagliacozzo; e per l’11 aprile (alle 18 e alle 21) al Teatro Fenaroli di Lanciano. La regia dello spettacolo è di Edoardo Leo; il testo di Gianni Corsi. La produzione è di Stefano Francioni. Gli appuntamenti sono in concerto con le amministrazioni comunali di Tagliacozzo e Lanciano e con la direzione artistica di Federico Fiorenza. Le storie raccontate da Argentero sono quelle del ciclista Luisin Malabrocca, dell’alpinista Walter Bonatti e dello sciatore Alberto Tomba, tre sportivi italiani che hanno fatto sognare, tifare, ridere e commuovere varie generazioni di italiani.
«Luisin Malabrocca», si legge nelle note di presentazione dellospettacolo, «“l’inventore” della Maglia Nera, il ciclista che nel primo Giro d’Italia dopo la guerra si accorse per caso che arrivare ultimo, in una Italia devastata come quella del ’46, faceva simpatia alla gente: riceveva salami, formaggi e olio come regali di solidarietà. Automaticamente attirò anche l’attenzione di alcuni sponsor, fino a farlo guadagnare di più l’arrivare ultimo che tentare la vittoria. In poco tempo è arrivata anche la popolarità. In lui le persone hanno riconosciuto l’anti-eroe che è nel cuore di ogni italiano. Ma insieme alla polarità, sono arrivati nuovi sfidanti, in una incredibile corsa a chi arriva ultimo.
«Walter Bonatti», prfoseguono le njote, «l’alpinista che dopo aver superato incredibili sfide con la roccia, il clima e la montagna, arrivato a oltre ottomila metri d’altezza, quasi sulla cima di una delle montagne più difficili da scalare del mondo, il K2, scoprì a sue spese che la minaccia più grande per l’uomo, è l’uomo stesso. Eppure, la grande delusione del K2 lo ha spinto ancora più in là, a mettersi alla prova in nuove sfide in solitaria, nuove scalate impossibili e infine a viaggiare in tutto il mondo. Tutto ciò per trovare la cosa più importante della vita: sé stesso».
«Alberto Tomba», concludono le note, « il campione olimpico che ha fermato il Festival di Sanremo con le sue vittorie. L’insolito sciatore bolognese che con la sua leggerezza nella vita e aggressività sulla pista è arrivato a essere conosciuto in tutto il mondo come “Tomba la bomba”. Uno dei più grandi campioni della storia dello sci, ha radunato intorno alle sue gare tutta la nazione, incarnando la rinascita italiana, forse illusoria ma sicuramente spensierata, degli anni ’80».
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