Malika Áyane «Canto con abruzzesi e sogno un bar...»

Prende il nome da un celebre gioco da tavolo il nuovo disco di Malika Ayane, “Domino”. Le dieci tracce contenute nell’album altro non sono che dieci tessere, proprio come nel gioco. «Dieci tessere di...
Prende il nome da un celebre gioco da tavolo il nuovo disco di Malika Ayane, “Domino”. Le dieci tracce contenute nell’album altro non sono che dieci tessere, proprio come nel gioco. «Dieci tessere di una storia che cambia a seconda dell’ordine dei fattori», spiega la cantautrice. La data zero del tour legato al nuovo album partirà dall’Abruzzo.
L’appuntamento è fissato a questa sera alle 21, al Pin Up di Mosciano Sant’Angelo (organizzazione Best Eventi). Il Centro ha intervistato Malika Ayane alla vigilia del concerto. Ecco cosa ci ha raccontato.
“Domino” arriva a tre anni di distanza dal precedente “Naif”. Li ha definiti due dischi gemelli. Perché?
Lo zoccolo duro degli autori internazionali che hanno lavorato al nuovo disco è lo stesso, così come la produzione. “Naif” era concentrato sulle tematiche del tempo e del saper vivere il momento presente. “Domino” è incentrato più sugli spazi, su istanti che hanno luogo in stanze e ambienti. Il titolo richiama le tessere del domino. Nella vita tutto è fatto di pezzi, di tessere che se mescolate in un modo o in un altro ci portano a situazioni diverse. Le nostre decisioni, a partire dallo zuccherare o meno un caffè, possiamo combinarle diversamente per avere un finale differente.
Nel disco c’è tanta quotidianità. Cosa la ispira?
Mi piace molto guardarmi intorno, anche all’interno della stessa casa. In base a quel che vedo, la quotidianità è una cosa estremamente sottovalutata. Con questa vita così tanto social che conduciamo, siamo abituati a documentare alcuni momenti in modo straordinario, quando invece la vita è fatta di milioni e milioni di piccoli istanti in cui, magari, arriva qualcosa che ci caratterizza molto di più dell’evento straordinario.
Nel disco si parla anche di amore. Cosa rappresenta per lei?
È alla base di tutto. Dall’amore materno all’amicale, all’amore passionale. Nel disco è più un voler guardare allo stare insieme in forme diverse. Ci sono brani come “Non usciamo” in cui le stesse cose che in un relazione sembravano incredibilmente belle assumono ora l’aria della desolazione. Tornando al discorso delle tessere del domino: tutto può cambiare.
Cambierebbe qualcosa nel suo percorso?
Sicuramente farei le cose con maggiore serenità, senza ansia da prestazione. In fondo, però, noi facciamo sempre le cose nel migliore dei modi a nostra disposizione in quel determinato momento della vita.
Che musica ascolta?
Mi piace ascoltare di tutto, sia cose molto vecchie che altre molto nuove. A seconda del periodo e della progettualità. Mi piace scoprire.
Si è esibita diverse volte in Abruzzo. Qual è il suo legame con la regione?
Buona parte della mia squadra di lavoro è abruzzese. Per me è come andare a trovare la famiglia degli amici. Mi hanno portata a seguire il basket a Roseto e mi è piaciuto. Mi faranno lezione di lingua e cultura.
Ha un sogno nel cassetto ancora da realizzare?
Vorrei che tutto questo continuasse il più a lungo possibile, già questo sarebbe bellissimo. Mi piacerebbe anche aprire un bar, memore delle esperienze lavorative avute da ragazza.
Che rapporto ha con i fan?
Ho un gruppo di fan che mi segue dall’inizio, quando eravamo davvero in pochi. Alcuni di loro li ho visti crescere, abbiamo un bellissimo rapporto. Qualcuno ha visto in me una figura familiare pur non essendolo. Per quanto riguarda il pubblico più vasto, sono persone straordinarie. Mi piace definirli ascoltatori più che fan.
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