“MareMuro”, i film dai luoghi sperduti e vivi

Rassegna cinematografica grauita sul web firmata dall’autore e regista aquilano Andrea Adriatico
L’AQUILA. Il mediometraggio siriano “Selfie” e otto cortometraggi di giovani registi libici in streaming gratuito sulla nuova web-tv di Teatri di Vita.
È il programma di “MareMuro”, rassegna cinematografica che dà voce a chi vive in luoghi tormentati, proposta on line fino al 31 dicembre dal Centro internazionale per le arti della scena fondato e diretto a Bologna dall’autore e regista aquilano Andrea Adriatico. Si tratta di titoli introvabili sulle piattaforme di massa, che Teatri di Vita ha programmato a luglio a Bologna nel suo festival “Cuore d’Italia” e ora rende disponibile on line per tutti all’url: www.teatridivita.it/tdv/portfolio/maremuro-i-corti.
Il documentario “Selfie” di Juan Ibesh (2016, durata 41 minuti) racconta l’esodo dei profughi curdi verso l’Europa in un film realizzato da loro stessi durante il percorso. Presentato in molti festival internazionali, il mediometraggio vede protagonista una ragazza partita dalla città curda di Afrin, in Siria, alla volta dell'Europa: nella sua odissea attraversa terre e mari, affronta degrado e polizia, chiedendosi continuamente se sia meglio andare avanti o tornare indietro.
Con lei il fidanzato, che decide di riprendere le tappe del viaggio, offrendo un’inedita presa diretta: uno sguardo dall’interno sull’esperienza di migliaia di persone emigranti dal Medio Oriente, il “selfie” di un popolo che cerca pace e serenità.
La seconda proposta riguarda la Libia, con otto cortometraggi (durata complessiva 63 minuti) che raccontano l’altra faccia del Mediterraneo: “Afdis” di Azrou Magura, “Sahab (Nuvola)” di Hana Alhijazy, “Kidnapped (Rapito)” di Mohamed Fanan, “Locked away (Rinchiuso)” di Mohamed Lagha, “Salha’s song (La canzone di Salha)” di Alaa Hasen Snead, “Silence” di Nora Morajea Abdelkrim, “Ta3bir (Espressione)” di Hussein Eddeb, “The hard choice (La scelta difficile)” di Faraj Hamza.
Gli otto corti sono stati realizzati nel 2017 da giovani registi libici per parlare di diritti umani e aspirazioni, affrontando temi come la libertà d’espressione e la violenza. «In attesa che il teatro, luogo di compresenza di attori e spettatori, ritorni dopo il letargo imposto dal nuovo Dpcm», spiega una nota del Centro culturale guidato da Adriatico, «Teatri di Vita ha deciso di tenere aperto un canale col suo pubblico. Con ciò che può essere vissuto e apprezzato anche a distanza: il cinema. E lo vuol fare sulla sua nuova web-tv con una proposta unica e “introvabile”, offerta gratuitamente». La rassegna MareMuro è cofinanziata dal programma Europa Creativa dell’Unione europea.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
