Marzano: mi sentivo la Jo March di Piccole donne crescono

ROMA. Caduti in soffitta, finiti nel dimenticatoio, libri come Piccole donne crescono di Luisa May Alcott o Ventimila leghe sotto i mari di Jules Verne «non sono più dei classici per le nuove...
ROMA. Caduti in soffitta, finiti nel dimenticatoio, libri come Piccole donne crescono di Luisa May Alcott o Ventimila leghe sotto i mari di Jules Verne «non sono più dei classici per le nuove generazioni». Lo dice la filosofa e scrittrice Michela Marzano, a lungo nella classifica dei libri più venduti con il suo ultimo romanzo Idda (Einaudi). «I riferimenti certi che abbiamo avuto noi non sono più gli stessi. I ragazzi e le ragazze di oggi non leggono nulla di quello che abbiamo letto noi. Lo vedo con i miei studenti. Viviamo in un’epoca in cui c’è un rifiuto verso ciò che è universale e atemporale. Che futuro possiamo dunque immaginare per i classici?» dice la Marzano che ieri alla Basilica di Massenzio ha letto un inedito su questo tema, scritto per il Festival Internazionale Letterature di Roma dedicato nell'edizione 2019 a “Il domani dei classici”. Sul palco con la scrittrice Tayari Jones, Ayesha Harruna Attah e Rachel Kushner. «Come disse Cesare Pavese quando vinse il Premio Strega nel 1950, “non sono mai i premi letterari a sancire il capolavoro di un'epoca”. Ma oggi i bestseller stagionali e i premi letterari si sono presi la scena, hanno inghiottito tutto» spiega la Marzano che vive da vent'anni a Parigi con il marito, dove è ordinaria di filosofia morale. E proprio al marito immagina di rivolgersi nel suo inedito: «Racconto a lui che da bambina mi sentivo Jo March» spiega la scrittrice facendo riferimento all'eroina ribelle di Piccole donne crescono, una delle più amate ed imitate. Eppure, secondo la Marzano «di classici ce ne saranno sempre anche se viviamo in un'epoca in cui non sappiamo cosa siano e in cui c'è chi spinge a rinunciare a capire cosa saranno in futuro. Come la celebre frase “il re è morto, lunga vita al re!” possiamo dire “i classici sono morti, lunga vita ai classici!”. Ci saranno sempre libri che raccontano il vuoto e lo spaesamento che viviamo. Ci sarà sempre il tentativo di capire cos'è la sofferenza e di riparare le ingiustizie. Per i temi che affrontano i classici continueranno a vivere» sottolinea la scrittrice-filosofa.
«Il classico non muore, si trasforma, alcuni scompariranno per poi riemergere. L'universalità resisterà anche se i bestseller si mangiano tutto e c'è una produzione continua di libri in cui uno scaccia l'altro» incalza la Marzano e ci fa ricordare: «Un classico si legge e si rilegge» e ogni volta fa scoprire qualcosa di nuovo.
