Massarini, i Beatbox e l’epopea dei Fab Four

Il conduttore e la tribute band dei 4 di Liverpool più famosa d’Europa sul palco di Sulmona con “Magical Mistery Story “
SULMONA. «I Beatbox sono una tribute band, che non è una cover band: le tribute band sono quelli maniacali, quelli che hanno esattamente tutto uguale alle band che omaggiano, dai vestiti alla posizione degli strumenti». Così Carlo Massarini introduce “Magical Mistery Story – The Beatles live again”, la performance dei Beatbox che si propone di far rivivere l’energia e il fascino del mitico quartetto di Liverpool e che giovedì 2 maggio, ore 21, sarà di scena al teatro “Caniglia” di Sulmona insieme al giornalista e conduttore radiofonico.
Attraverso le canzoni, i racconti di Massarini, cambi di scena, di abiti e di strumenti musicali, nell’arco di due ore scorrerà sul palco l’incredibile avventura dei Beatles, e come abbiano cambiato il corso della musica con le loro indimenticabili canzoni. I Beatbox sono noti in tutta Europa con centinaia di concerti ogni anno e partecipazioni ai maggiori festival dedicati ai Beatles. A comporre la band quattro musicisti: Marco Breglia, Filippo Caretti, Michele Caputo e Federico Franchi della stessa età dei Beatles, 20 anni all’epoca degli esordi negli anni ’60. Interpreteranno dunque fedelmente i grandi successi del quartetto di Liverpool e Massarini, nell’arco dei quattro cambi che caratterizzano lo spettacolo, racconterà la storia dei Fab Four, svelandone aneddoti e curiosità e tanto altro. Per ottenere il risultato desiderato nulla è stato lasciato al caso: dalla strumentazione, originale e identica a quella usata dai Beatles nei loro storici concerti e per incidere gli album, fino ai cambi di abiti e trucco per immergere il pubblico in “quel” momento storico. I vestiti di scena sono stati confezionati su misura per la band dalla stessa sartoria inglese che creò quelli di John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr per la tournée americana. Uno show che attraversa i ricordi e le scoperte di più generazioni e che intende riportare l’entusiasmo e la positività dei mitici anni Sessanta.
La scaletta ripercorre gli storici successi al Cavern Club di Liverpool fino ad arrivare ai capolavori che hanno preceduto lo scioglimento della band nel 1970. «Sul palco i Beatbox fanno un percorso dagli anni Sessanta fino alla fine della band che in pochissimi anni ha rivoluzionato la musica», racconta ancora Massarini. «E io invece racconto in quattro parti un po’ la loro storia e aneddotica, tutto quello che non si sa... e ci sono molte cose da raccontare. I Beatbox escono all’inizio proprio con gli abiti degli inizi dei Beatles, poi con quelli del famoso concerto all’Ed Sullivan Show, poi coi costumi di Sgt. Pepper’s e con i vestiti di Abbey Road per fare tutta la parte finale. Il bello di questo spettacolo è quello che io chiamo il concerto impossibile», aggiunge il conduttore, appena arrivato in libreria con “Vivo dal Vivo” (Rizzoli): 120 concerti visti e fotografati da lui. «I Beatbox suoneranno dei pezzi che i Beatles non hanno mai eseguito dal vivo. Loro dal 1966 si chiudono in studio e non fanno più concerti per diversi motivi, per via dell’amplificazione che era troppo piccola per suonare, per le urla delle ragazze che coprivano le loro voci, perché dovevano scappare via nei blindati e soprattutto perché non potevano più replicare dal vivo quello che facevano in studio, la tecnologia non glielo permetteva».
Il concerto sulmonese, promosso dall’associazione culturale Nomadi Fans Club “Un giorno insieme” con il patrocinio del Comune, è inserito nel programma della nuova edizione di “Musica e solidarietà – Una colonna sonora per la vita” a sostegno quest’anno del reparto di ortopedia dell’ospedale di Sulmona. I posti a sedere sono numerati con prenotazione obbligatoria (per informazioni sulla serata si può contattare il 389 9737620 o scrivere a vbisestile@gmail.com).

