Massimo Lopez, 70 anni sui palchi e in tv di un comico di razza

Nato ad Ascoli Piceno si forma a Genova e debutta a teatro In Trio con Solenghi e Anna Marchesini incanta l’Italia
Attore comico e drammatico, imitatore dalle rare doti e conduttore televisivo: buon compleanno a Massimo Lopez che spegne su settanta candeline (11 gennaio). Protagonista dell’indimenticato Trio -–fondato nel 1982 con Anna Marchesini (scomparsa dopo una lunga malattia nel 2016) e Tullio Solenghi – diventa solista nel 1994, anche se i tre artisti (e amici fraterni) hanno continuato a collaborare, come nell’atteso ritorno sugli schermi del 2008 per la commemorazione dei loro 25 anni di attività con la trasmissione “Non esiste più la mezza stagione” su Rai 1 in prima serata.
Lopez nasce nel 1952 ad Ascoli Piceno, dove i suoi genitori, entrambi napoletani, si erano trasferiti per lavoro: la famiglia girerà molte città per trasferirsi poi definitivamente a Roma quando l’attore ha 11 anni; ma è Genova la città che gli dà l’impriting artistico formandosi presso la Scuola del Teatro Stabile. Nel corso degli anni Settanta e nei primi anni Ottanta il giovane artista partecipa a numerose rappresentazioni teatrali: “L’anitra selvatica” di Henrik Ibsen con la regia di Luca Ronconi, “Il borghese gentiluomo” di Molière con Carlo Cecchi, “I due gemelli veneziani” di Carlo Goldoni con Alberto Lionello, “La Donna Serpente” di Carlo Gozzi con la regia di Egisto Marcucci, “Rosa Luxemburg” con la regia di Luigi Squarzina, sul palco con Adriana Asti e Alessandro Haber. L’esordio del Trio nel 1982 è con “Helzapoppin” su Radio 2 e tre anni dopo con otto puntate televisive del varietà “Tastomatto” (1985, Rai 2) affiancando Pippo Franco, produzione in cui nacquero molti dei loro sketch più famosi.
Era iniziata una parentesi artistica che avrebbe fatto storia (con tante, tantissime risate) nell’Italia dei boomers. Sull’onda del successo ormai avviato, per i tre comici arriva un’altra grande occasione: 40 puntate di “Domenica in” nella stagione 1985/1986: è consacrazione tv del Trio, che verrà indicato come Rivelazione dell’Anno. Seguiranno Fantastico 7, tre edizioni del Festival di Sanremo (1986, 1987 e 1989), spettacoli teatrali e televisivi come “Allacciare le cinture di sicurezza” (1987, vincendo il Biglietto d’Oro) e “In principio era il Trio” (1991).
Il successo sempre crescente per critica e pubblico, la fama al culmine nel 1990 con la parodia di “I promessi sposi”: trasmesso su Rai 1 in cinque puntate, registrò picchi di ascolto di 17 milioni di spettatori. Lopez, Marchesini e Solenghi erano i nuovi mattatori della risata all’italiana.
Quattro anni dopo però arriva la rottura e Lopez diventa, da solo, testimonial per spot pubblicitari in cui interpreta il ruolo di un condannato a morte che chiede di fare un’ultima telefonata di fronte al plotone di esecuzione. Dopo il Trio, l’attore si reinventa conduttore tv per Rai e Mediaset: “Massimo ascolto” (Rai 2, 1994), “Scherzi a parte” (Canale 5, nel 1995 con Teo Teocoli, nel 1997 con Lello Arena), “I guastafeste” su Canale 5 nel 1996, anno in cui conduce anche “Viva Napoli” con Mike Bongiorno, a cui seguirono “Buona Domenica” su Canale 5 nel 1998-1999 e “Fantastica italiana” su Rai 1 con Mara Venier nel 2000.
Lopez è inoltre protagonista di diverse fiction e sitcom televisive, tra cui “Un uomo in trappola« (1984, Rai 1), «Professione fantasma” (1997, Italia 1). Seguirà poi una pausa dal piccolo schermo compensata da tanto teatro. Tre anni dopo, nel settembre 2020, Lopez pubblicherà l’autobiografia “Stai attento alle nuvole. La mia vita in viaggio” e a dicembre dello stesso anno è la voce narrante del lungometraggio inserito nell’album del cantante Valerio Scanu “Canto di Natale”.
Ci vorranno molti anni dall’ultimo lavoro tv ma dall’ottobre 2021 i fans di Massimo Lopez e Tullio Solenghi hanno potuto di nuovo seguirli protagonisti nel cast fisso della trasmissione televisiva “Che tempo che fa” su Raitre, e a teatro nella tournèe “Massimo Lopez e Tullio Solenghi Show”. Un nuovo inizio, in piena pandemia, per artisti di razza che anche a settant’anni hanno (ancora) tante risate da regalare al loro pubblico.
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