Massini a Lanciano: parliamo di sentimenti, una terra di nessuno

17 Maggio 2024

L’autore porta al teatro Fenaroli “Alfabeto delle emozioni” «Sorteggio lettere e racconto: P di paura, C di coraggio...»

LANCIANO. La rabbia, la paura, la felicità, la tristezza. Sono solo alcune delle 21 emozioni contenute in un baule che potranno essere sorteggiate e raccontate, sabato alle 21 a Lanciano, dallo scrittore e drammaturgo Stefano Massini. Andrà in scena al teatro Fenaroli – come appuntamento conclusivo dell’EduFest 2024, il Festival dell’educazione promosso dall’associazione “Maria Luisa Brasile” – lo spettacolo “Alfabeto delle emozioni” in cui Massini parlerà di sentimenti affidandosi al linguaggio che preferisce, quello del racconto. Ed ecco allora che i sentimenti si intrecceranno con le storie di oggi o del passato, vere o tratte dalla letteratura, per offrire al pubblico l’occasione di comprenderle meglio e abbattere falsi miti, non senza ironia. Sul palco, insieme a Massini, scorreranno visi e nomi che spaziano da Arthur Conan Doyle a Marc Chagall, da Al Capone alla moglie di Giosuè Carducci. Massini, unico autore italiano nella storia ad aver vinto un Tony Award, l’Oscar del teatro americano, anticipa al Centro qualcosa del suo spettacolo.
Come è nato “Alfabeto delle emozioni”?
È nato nel 2020, nel primo anno della pandemia. La trasmissione televisiva Piazza Pulita continuò a trasmettere durante il lockdown e io, in quel contesto, provai a raccontare le emozioni che questa situazione insolita creava in tutti noi, come il senso di isolamento e lo stato d’animo di una nazione tra le prime a essere colpite. Poi durante l’estate, quando i teatri all’aperto riaprirono, decisi di continuare sulla scia di quel racconto sulle emozioni che mi aveva rivelato quanto ci fosse bisogno di parlarne. Le emozioni, infatti, sono una terra di nessuno, di cui si parla molto ma molto male.
Come mai la scelta del sorteggio delle emozioni?
Perché mi sono reso conto che l’elemento che preoccupa di più delle emozioni è che non sono controllabili. Non puoi sapere quale emozione si impadronirà di te nell’arco della giornata. Se avessi avuto uno spettacolo con un copione classico, io invece avrei saputo di quali emozioni dover parlare. L’unico modo di essere, sul palco, una specie di miniatura di quello che accade veramente dentro tutti coloro che provano emozioni, era il sorteggio. In ogni replica sorteggio 6/7 lettere e parlo delle emozioni abbinate. La maggior parte resta nel baule, per cui tante persone tornano ad assistere ad altre repliche per ascoltare altri racconti.
Qual è, secondo lei, il sentimento quello più diffuso nel 2024?
Sicuramente la N di noia. Ci siamo riempiti di oggetti tecnologici per semplificarci la vita e risparmiare tempo, ma poi non sappiamo come riempirlo. Questo mi dà molto da pensare perché il tempo è l’elemento più prezioso che abbiamo ed è paradossale non sapere come utilizzarlo. E poi, tra le emozioni collegate all’oggi, c'è sicuramente la A di ansia o angoscia, che è una particolare declinazione della paura, tipicamente figlia dell’era moderna.
E quello di cui si sente di più l’esigenza?
Più che di un sentimento, c’è bisogno di chiarezza sui sentimenti, che molto spesso sono profondamente equivocati e deformati. Per esempio, la tristezza, che è una delle emozioni primarie che madre natura mette addosso agli esseri umani dalla nascita, spesso parlando viene trasformata in una malattia che è la depressione. “Oggi mi sento depresso”. E invece sono cose completamente diverse. Siamo un po’ analfabeti sulle emozioni, per questo ho deciso di intitolarlo proprio “Alfabeto delle emozioni” per provare a fare luce su queste forme di analfabetismo emotivo.
C’è una lettera/sentimento che le dà maggiore soddisfazione raccontare?
Ce ne sono tante. Amo molto la P di paura perché è un sentimento molto importante da raccontare. Anche qui c’è da fare pulizia di una serie di equivoci, come il fatto che la persona paurosa sia debole. Invece la paura è un istinto naturale ed è una delle maggiori difese che abbiamo per sopravvivere. Equivochiamo, ad esempio, gli effetti dell’ansia, che è una paura sviluppata in modo esasperato, rispetto alla paura che è un meccanismo sano e utile che ti evita di essere colpito da una minaccia.
C come Centro. A che sentimento corrisponde nel suo baule?
La C corrisponde al coraggio ed è un’emozione che amo molto perché rivela un paradosso. Il coraggio è l’unica emozione che contiene al suo interno la parola cuore, perché viene dall’antica parola francese corage che significa l’emozione del cuore. È curioso perché ci si aspetta che il cuore sia presente in un’emozione che abbia a che fare con l’amicizia o con l’amore. E invece no. Indica qualcosa che ci vede abbastanza combattuti perché il tema del coraggio spesso è visto in modo cinematografico. Invece il coraggio è un’emozione molto più complessa e io provo a raccontarlo anche abbattendo stereotipi e luoghi comuni. Questo mi consente di utilizzare una certa ironia e io credo molto al sorriso come mezzo per conoscere le cose.