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PESCARA. Tra le due guerre, dopo il secondo conflitto mondiale riprende con vigore. Tornati da dovunque, gli abruzzesi riprendono la via dell’esilio verso le terre della speranza. Nel 1946, primo...
PESCARA. Tra le due guerre, dopo il secondo conflitto mondiale riprende con vigore. Tornati da dovunque, gli abruzzesi riprendono la via dell’esilio verso le terre della speranza.
Nel 1946, primo anno di pace, ne emigrano 5.366; 12.391 nel 1947; 14.676 nel 1948 ; e 15.512 nel 1949: in un quadriennio 47.945 con un saldo di 39.808 tra andate e ritorni.
Negli anni del boom economico, invece, il flusso migratorio si dirige prevalentemente verso l’Europa e il Nord Italia, in cui il processo di industrializzazione procede spedito .
Negli anni Sessanta l’andamento migratorio comincia a declinare e in circa dieci anni si riduce quasi a un terzo, con un’oscillazione da 27.959 del 1960 a 10.701 del 1968, mentre la corrispondente quota del saldo si schiaccia da 14.808 a 3.068.

