Medaglia d’onore al padre di Guccini: rifiutò di schierarsi con il nazifascismo

BOLOGNA. Il padre di Francesco Guccini, Ferruccio, vive per sempre nella musica del figlio come “Van Loon”, nome di uno scrittore e divulgatore olandese degli anni Trenta «simbolo di una generazione,...
BOLOGNA. Il padre di Francesco Guccini, Ferruccio, vive per sempre nella musica del figlio come “Van Loon”, nome di uno scrittore e divulgatore olandese degli anni Trenta «simbolo di una generazione, quella di mio padre, che allora ovviamente non capivo», ha spiegato poi il cantautore. Fra pochi giorni, in concomitanza con la Giornata della Memoria, sarà consegnata in suo ricordo la medaglia d'onore, assegnata dal presidente della Repubblica per aver scelto di non schierarsi col nazifascismo dopo l'Armistizio: è stato uno degli Internati militari italiani, che dopo l'8 settembre non aderirono alla Rsi o alle Ss e furono catturati e detenuti dai tedeschi.
Ferruccio nacque nel 1911 a Pavana, il borgo della montagna pistoiese dove l'ottantenne Maestrone da qualche tempo ha scelto di vivere. Impiegato alle Poste, fu chiamato alle armi poco dopo la nascita del figlio, nel 1940. Nel 1943, dopo l'8 settembre, fu catturato a Corinto e deportato nei campi di concentramento, prima a Leopoli e poi Amburgo, insieme a Giovanni Guareschi e allo scrittore Gianrico Tedeschi. «Van Loon viveva e io lo credevo morto o peggio, inutile, solo per la distanza», mette in versi Guccini, che nulla sapeva del destino del padre: «Che ne sapevo quanto avesse navigato, con il coraggio di un Caboto fra le schiume». Ferruccio tornò a casa nel 1945. «Sono anni», dice la figlia del cantautore, Teresa Guccini «che svolgo ricerche sulla storia di mio nonno che non parlò mai dell'accaduto. Recentemente ho prodotto i documenti necessari per fargli ottenere la medaglia. Mio nonno, persona molto discreta, forse non avrebbe gradito perché non amava le onorificenze. Mi sono chiesta se, per questo motivo, fosse o meno giusto richiederla. Ho pensato che in tempi come questi dove il revisionismo sta prendendo sempre più piede, fosse importante un riconoscimento che può servire per raccontare ancora una volta alle nuove generazioni gli orribili eventi di quegli anni. Un modo per sottolineare ancora una volta l'importanza della memoria».
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