Melozzi: sarà una Pioggia nel pineto da brividi

10 Settembre 2022

Il compositore abruzzese con l’Orchestra Notturna Clandestina e Giuliana De Sio porta in anteprima la sua Sinfonia Notturna

PESCARA. «Un concerto di musica classica deve essere un momento popolare, contenuti altissimi ma fruibili da tutti» dice Enrico Melozzi, che con Giuliana De Sio, Fasma, l’Orchestra Notturna Clandestina, le violiniste Federica Vignoni e Valentina Del Re forma la squadra di talenti per il concerto “Sentimento Panico”, momento clou oggi a Pescara dell’ottava giornata del 4° Festival Dannunziano “L’Imaginific”. Appuntamento alle 21 al teatro D’Annunzio, ingresso gratuito.
Il programma si apre alle 11 in sala Tosti, Aurum, con la presentazione del libro di Franco Chiavegatti “I Monicelli”, introduzione Federico Carlo Simonelli. Dalle 16.30 atto finale del convegno “Un condottiero senza seguaci”, con Giordano Bruno Guerri, Francesco Perfetti, Lucio Villari, Mauro Canali, Marco Cuzzi, Didier Musiedlak, sala D’Annunzio, Aurum. Alle 19.30, stesso luogo, proiezione del docufilm “D’Annunzio, l’uomo che inventò se stesso” di Stefano Viali e Francesca Pirani, interprete Fausto Cabra, presenti con Guerri. Infine il concerto, con l’Orchestra Notturna Clandestina del maestro Melozzi in versione maxi, con 55 musicisti.
È lo stesso direttore, violoncellista e compositore teramano, il più rock dei sinfonici contemporanei, a spiegare come si svolgerà la serata: «Nella prima parte eseguiremo la mia Sinfonia Notturna in re minore, una prima mondiale assoluta. Il disco è uscito poco meno di un anno fa, scritto e registrato durante il lockdown. Ma è la prima volta che la Sinfonia viene eseguita in pubblico e ci tenevo che questo avvenisse in Abruzzo, volevo fare un regalo alla mia terra».
Poi cos’altro proporrete?
«Altre composizioni mie per violino e orchestra. Ci saranno parti squsitamente musicali e in mezzo la parte dannunziana, con Giuliana De Sio che reciterà “La pioggia nel pineto”, con mie musiche composte per mettere ancor più in risalto i versi. Sarà un momento da brividi, lei è un’artista pazzesca. Poi la lettura, sempre da parte di De Sio, di una lettera di Eleonora Duse che sollecita Gabriele D’Annunzio a prendere una decisione sulla loro storia, e la riposta di lui che la lascia. Una parte molto romantica, in cui andiamo a “scavusciare” nella loro chat, nei loro messaggi».
Com’è nato questo incontro con Giuliana De Sio?
«Qualche mese fa ci siamo trovati insieme a una cena piacevolissima. C’eravamo ripromessi di fare qualcosa insieme. Ieri (giovedì, ndc) c’è stata una prova bellissima, ci siamo emozionati tutti, i musicisti piangevano, “La pioggia nel pineto” è stato un momento emozionante. Però ci siamo anche molto divertiti insieme».
Poi il concerto come prosegue?
«Federica Vignoni, grandissima virtuosa di Pescara – forse la violinista più grande che abbiamo in Abruzzo, ha suonato anche con l’Orchestra Mozart di Claudio Abbado – suonerà due pezzi miei, uno da sola con orchestra, un altro con Valentina Del Re, da sempre primo violino della mia orchestra. Sono due brani “politici”. “The neverending childhood” è dedicato ai bambini che hanno perso l’infanzia a causa della guerra, cresciuti in mezzo alle bombe. “The sound of falling walls”, scritto nel 2014 per i 25 anni dalla cadduta del Muro di Berlino, è un pezzo che in 10 minuti spiega come un’idea rivoluzionaria passi dall’individuo alla massa, con un tema iniziale molto dolce, prima un solo violino, poi due, fino ad arrivare all’orchestra intera diventando rock, come un’idea che prende corpo. Un pezzo adatto a D’Annunzio, grande rivoluzionario».
Con Fasma, che ha diretto due volte a Sanremo, cosa proporrà?
«Faremo in versione orchestrale gli stessi due pezzi da lui presentati al Festival, nel 2020 e l’anno dopo, “Per sentirmi vivo” e “Parlami”. Fasma a vent’anni ha scritto un Manifesto per la tutela dell’arte. Come D’Annunzio, che aveva scritto la carta del Carnaro, una costituzione fondata suul’arte e la cultura».