Melozzi torna sul podio dell’Orchestra di Sanremo

Il maestro teramano dirigerà Ferreri, Highsnob e Hu e Mena
TERAMO. «I’m not Bach, but I’m back!», non sono Bach, ma sono tornato: con un gioco di parole Enrico Melozzi annuncia sui profili social la sua sesta volta sul podio di Sanremo, dieci anni dopo l’esordio nel 2012, in cui contribuì con la sua orchestrazione e direzione al terzo posto di Noemi con “Sono solo parole”. Il talentoso e richiesto violoncellista, compositore e direttore d’orchestra teramano, che a marzo sarà a Dubai coi 100 Cellos, dopo aver guidato l’anno scorso i Måneskin al trionfo torna a dirigere l’Orchestra Sinfonica del Festival della canzone italiana per tre big (ora categoria Artisti, unica dopo l’eliminazione delle Nuove Proposte), in gara da martedì 1° febbraio: Giusy Ferreri, la spagnola Ana Mena, il duo Highsnob e Hu (Michele Matera e Federica Ferracuti) per i cui brani, rispettivamente “Miele”, “Duecentomila ore” e “Abbi cura di te”, ha anche curato orchestrazione e arrangiamenti. Il maestro abruzzese è da qualche giorno nella città dei fiori per le prove, visto che anche in questa edizione è atteso da un super lavoro, compresa la direzione delle cover nella quarta serata, senza contare una possibile sorpresa nell’apertura.
Maestro Melozzi, ormai è un veterano del Festival, quasi quanto Peppe Vessicchio, al rientro in questa 72ª edizione.
Nel FantaSanremo introdotto quest’anno, una specie di Fantacalcio, se prendi il cantante diretto da Vessicchio o da me hai subito il bonus punti. È divertente, vuol dire che nell’immaginario del pubblico di Sanremo i 2 riferimenti siamo io e lui. Peppe è un’istituzione, siamo amici. Anche se facciamo 2 lavori completamenti diversi. La mia passione rimane la musica sinfonica, durante l’anno mi occupo delle mie orchestre classiche, i 100 Cellos e l’Orchestra Notturna Clandestina, poi per 2 mesi l’anno mi calo in un altro ruolo.
Presentiamo cantanti e brani da lei diretti, cominciando da Giusy Ferreri.
Non ci conoscevamo, ma lei è un idolo, la seguo da tanto tempo, entrambi avevamo voglia di conoscerci e ci siamo subito presi. È molto preparata tecnicamente, bravissima, molto curiosa, conosce tutto della musica. Per la serata cover abbiamo preparato una versione moderna di “Io vivrò senza te” (con Ferreri ci sarà Andy dei Bluvertigo ndc), capolavoro di Lucio Battisti, in un arrangiamento supersonico che funziona assai.
Ana Mena è una novità.
Bravissima, una star del mondo musicale latino-americano, ogni suo pezzo diventa una super hit. In Italia ha fatto duetti con Rocco Hunt, che sarà suo ospite nel brano “Medley”. Con Rocco avevo già collaborato nel 2014, c’eravamo conosciuti 2 anni prima a Sanremo, io ero al Festival con Noemi, che arrivò terza tra i Big, e lui vinse tra i giovani. Dopo il Festival, andavamo in giro insieme, siamo diventati amici, Rocco è simpaticissimo.
Debuttanti anche Highsnob e Hu.
Esordienti come duo all’Ariston, Hu un anno fa ha partecipato tra le Nuove Proposte. “Abbi cura di te” è un pezzo molto bello. Nella quarta serata faranno una cover della meravigliosa “Mi sono innamorato di te” di Luigi Tenco insieme a Mr.Rain, altro idolo dei giovanissimi.
L’anno scorso ha guidato alla vittoria i Måneskin. Si aspettava la loro esplosione a livello mondiale?
Ero uno dei pochi ad aspettarsi un successo planetario. Seguo molto la scena rock internazionale e tutto il mondo non vedeva l’ora che uscisse fuori un gruppo italiano con quel talento, quella musica, quella grinta, quell’immagine. Ero sicuro che avrebbero fatto un grande percorso. Sono un po’ di anni che faccio questo lavoro e qualcosa ho capito. La loro proposta è non allineata, non schematica, non scontata, e nell’anno della pandemia c’era voglia di qualcosa di rivoluzionario, un pezzo che cambia tutto e subito.
Anche per lei il 2021 è stato ricco di affermazioni, riconoscimenti e incarichi prestigiosi, come quello di maestro concertatore della Notte della Taranta, primo abruzzese protagonista del festival salentino.
Un’esperienza bellissima. Sono anni che cerco di far capire che l’Abruzzo deve dotarsi di un festival di musica popolare come la Notte della Taranta, che ha fatto la fortuna economica del Salento. Potremmo esplodere grazie alla nostra sconfinata tradizione musicale popolare.
