Michael Cunningham torna al romanzo 10 anni dopo con “Day”

Nuova opera del premio Pulitzer 1990 per il celebre “Le ore” Al centro del libro la famiglia, tra amore, perdite e Instagram
ROMA. Una coppia in crisi, un triangolo amoroso sui generis e una seconda vita su Instagram. Torna a raccontare la famiglia, l'amore, la perdita, l'aspirazione verso qualcosa di irrealizzabile, lo scrittore Michael Cunningham, premio Pulitzer 1999 con Le Ore, diventato un film con Meryl Streep, Nicole Kidman e Julianne Moore. Lo fa con Day, che segna il suo ritorno al romanzo dopo oltre dieci anni, appena arrivato in libreria per La nave di Teseo nella traduzione di Carlo Prosperi, in cui ritroviamo la struttura a trittico sviluppata in 320 pagine.
È lo stesso giorno, il 5 aprile di tre anni diversi, il 2019, 2020 e 2021, a scandire il passare del tempo in un viaggio attraversato anche dalla pandemia, che rende sempre più prigionieri i protagonisti, ma non è mai esplicitamente nominata. Isabel, editor fotografica, sempre alla ricerca di un cambiamento e il marito Dan, un ex rocker che tenta il ritorno sulla scena, si stanno lentamente allontanando. Il 5 aprile 2019 li troviamo in una accogliente casa in mattoni di Brooklyn con i loro figli Nathan e Violet, piuttosto distanti dai genitori. Nel loro attico abita Robbie, fratello di Isabel, che fa l'insegnante alla scuola media, verso il quale entrambi provano una grande attrazione. Il suo spirito ribelle e fuori dagli schemi è una sorta di collante per la coppia. Ma Isabel e Dan sono costretti a sfrattare Robbie perché i loro figli stanno crescendo e non possono più condividere la stessa stanza. La partenza di Robbie sarà un ulteriore duro colpo per loro ed è a questo punto che faranno il loro ingresso i sogni ad occhi aperti di Isabel, sempre alle prese con la sua insoddisfazione.
Il 5 aprile 2020 i fantasmi e le frustrazioni dei protagonisti si fanno sempre più duri da gestire sotto l'ombra del lockdown. Isabel soffre di insonnia e la troviamo sempre sulle scale, dove si rifugia per anni e anni.
«Potrebbe essere la protagonista di un film europeo: la “Donna sulle scale”» dice Cunningham, che è nato e cresciuto in California, ma vive a New York.
Robbie è invece bloccato in una baita di montagna in Islanda e ha creato un alter ego su Instagram, Wolfe. Lo «stiamo inventando strada facendo. Non è una persona. A malapena è un'idea di persona» dice di questa figura che viaggia tra le nuvole.
Ma ci sono anche l'inchiostro e la scrittura a mano in questo libro. Cunningham ci regala una bellissima riflessione su quanto sia importante avere un oggetto che sembra banale, una penna. «È buffo quando qualcosa di trascurabile come una penna si rivela essere un oggetto prezioso. Se non avessi comprato questa penna in aeroporto, mi sarebbe completamente impossibile scrivere niente di niente, dato che mi trovo a una cinquantina di chilometri dal posto più vicino che potrebbe vendere penne» scrive Robbie a Isabel.
Il 5 aprile 2021 è il momento in cui fare i conti con le proprie ferite, con il dolore di una grande perdita, con una nuova realtà e con la forza di ricominciare raccontata con dolcezza e spietatezza da Cunningham. «Prova a essere uno che si rifiuta di mollare, anche davanti all'evidenza» e «Prova a essere felice, a ripeterti che sei felice».
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