Modesto Della Porta la risata amara del sarto poeta

Lo scrittore abruzzese in un libro di Mario Palmerio frutto di 12 anni di ricerche Una cultura da autodidatta nata dalla conoscenza di metafore e proverbi
GUARDIAGRELE. Di Modesto della Porta, come sostiene nella ricerca Mario Palmerio, finora si è saputo «poco e male». Ecco allora la prima biografia del poeta nato a Guardiagrele nel 1885 e qui morto nel 1938: un volume, “Modesto Della Porta. Il poeta dei disegni non riusciti”, che sarà presentato domani, alle 10, nella sede dell’Ente mostra dell’artigianato artistico abruzzese, in via Roma, a Guardiagrele, con l’intervento del professor Piervincenzo De Lucia, già preside del liceo scientifico Masci di Chieti.
Un lavoro di acquisizione di dati e fonti durato quasi 12 anni, «intervallati da periodi anche lunghi di stanca o dedicati ad altri studi», come spiega Palmerio, ex insegnante di filosofia e pedagogia, già assessore comunale ai servizi sociali di Guardiagrele e poi sindaco dal 2005 al 2010, oggi direttore responsabile del periodico Aelion, il giornale di Guardiagrele. Ma che raccoglie «una vasta documentazione cercata in mille direzioni e di cui si forniscono sempre riferimenti, dando notizia di moltissimi fatti ignoti a tutti, sperimenta ipotesi interpretative e di datazione mai tentate».
Modesto Della Porta, conosciuto essenzialmente come autore della raccolta di poesie Ta-pù con la suggestiva Serenate a mamma, non aveva frequentato molte scuole. Nella sua vita fu sarto, anche a Roma, ma amava comporre poesie che poi recitava agli amici. Una cultura da autodidatta quindi, che più che dai libri di scuola, nacque dalla conoscenza di metafore, proverbi e motti delle tradizioni abruzzesi. Nelle sue opere viene rappresentata in chiave umoristica quella che è la realtà del suo tempo, in maniera diretta e realistica, con la semplicità e la genuinità di un uomo che viene dalla parte più semplice del popolo e che evita ragionamenti e spiegazioni. Riflette su quello che è il dolore umano, ma lo fa sempre servendosi dell’ilarità.
Di tutto questo si è interessato Palmerio. Come sostiene lo stesso autore nella premessa al volume, anche nella ricostruzione della storia di Modesto «tutti riconoscono quanto sia importante per un corretto giudizio dell’opera di un artista la conoscenza della sua esperienza di vita». E nella conclusione della prefazione, Palmerio scrive che «Modesto mi assilla ancora e i conti con lui non sono affatto chiusi». Dunque, un’opera di ricerca che non è che agli albori per quanto ancora si può produrre. «La figura di un autore va ricostruita con tutte le luci e le ombre che hanno caratterizzato la sua vita per vedere il suo spessore. Mi sono avventurato in campi e ipotesi che nessuno ha mai pensato di affrontare prima. Sono ipotesi che sembrano assurde ma aprono spiragli», sottolinea l’autore.
Nel libro ci sono tanti riferimenti specifici e sconosciuti della vita di Della Porta: da “Guardiagrele al tempo di Modesto” a “Modesto: la famiglia”; da “Modesto: l’uomo” alle “Amicizie e agli amori di Modesto” per passare al “Fumo, la malattia, la morte”, per concludere con “Modesto: il poeta”. Quasi 400 pagine per chiarire che «si parla molto di Modesto ma nessuno conosce nulla», come sentenzia Palmerio.
Quindi dai rapporti con il fascismo, al divertimento; dalla sartoria al confronto con il denaro; dalla poesia ai contatti massonici; dal fumo al male incurabile: un excursus sui 53 anni di vita di questo artista che, anche se era a Roma per lavoro, non aveva lì bottega ma era subappaltatore, visto che nella Capitale non figurano attività economiche intestate a lui.
«Modesto», spiega Palmerio, «si è sempre interessato dei problemi politici: è nato come politico e come moralista. Le sue poesie sono moralistiche, come Lu Zingre. Anche Lu fume va interpretata in senso politico: il fumo sono i sogni, i valori, mentre 39 Lu ’mbise, è la trascrizione di atto unico di Augusto Novello recitato da Petrolini nel periodo in cui Modesto era a Roma, con un chiaro riferimento al suicidio». Tanti spunti, tanta naturalezza per spiegare quella che è «la risata amara», come conclude Palmerio, «che è l’unico atteggiamento possibile dell’uomo, come lascia intendere Della Porta, di fronte a un dilemma insolubile. Modesto è stato un grande poeta, un grande umorista: ho stima e amore per lui come uomo, anche se ha avuto le sue debolezze. Ma le sue poesie più importanti vanno lette alla luce del dilemma insolubile».
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