Molestie, Weinstein torna alla sbarra

10 Ottobre 2022

Nuovo processo con 5 accusatrici per l’ex magnate del cinema a 5 anni dal #metoo

NEW YORK. Cinque anni dopo le prime esplosive accuse che hanno travolto la sua carriera di magnate del cinema, Harvey Weinstein torna alla sbarra, stavolta a Los Angeles. Il processo che si apre oggi con la selezione della giuria vede l’ex boss della Miramax di fronte alle accuse di 5 donne che affermano di esser state violentate o molestate tra il 2003 e il 2014 dal potente produttore.
Per Weinstein è il secondo processo dopo quello che nel 2020 a New York lo ha condannato a 23 anni, di fatto il carcere a vita. L’anno scorso il produttore di film come “Pulp Fiction” e “Shakespeare in Love” è stato estradato in California per rispondere ad altre 11 imputazioni. Weinstein prevedibilmente passerà il resto dei suoi anni in prigione, ma Jamie White, avvocato che ha rappresentato le vittime di un altro molestatore seriale, il coach della nazionale di ginnastica Usa Larry Nasser, ha spiegato che è importante che tutte le vittime ricevano giustizia. Così anche per Gloria Allred: «L’obiettivo è ottenere giustizia per tutte», ha detto a Variety l’avvocatessa paladina dei diritti delle donne. Il processo a Los Angeles arriva a 5 anni dalle prime accuse a Weinstein sul New York Times e sul New Yorker: gli scoop dei giornali diedero vita a un movimento di donne pronte a denunciare le molestie subite sul luogo di lavoro, a partire dal mondo dello spettacolo. Molte scelsero l’anonimato e solo poche inizialmente uscirono allo scoperto – tra queste Ashley Judd e Asia Argento – per raccontare come il potere sul futuro della loro carriera le avesse costrette a piegarsi a uomini molto potenti. New York Times' e New Yorker misero in luce la punta dell’iceberg, rivelando come il capo della Miramax avesse assoldato avvocati e detective per mettere a tacere le accusatrici. Dopo le prime rivelazioni, una novantina di donne si fece avanti: in molti casi le accuse, vecchie di decenni, erano cadute in prescrizione. Weinstein, come molti uomini messi alla gogna dal #MeToo, si è sempre proclamato innocente: il sesso sarebbe stato consensuale. Cinque anni dopo, il movimento tira le somme. Per un Weinstein in prigione e un Kevin Spacey sul banco degli imputati in Gran Bretagna, altri, come l’attore James Franco hanno patteggiato per chiudere le vicende giudiziarie, Bill Cosby è tornato in libertà per vizio di forma, il comico Louis C.K. è tornato sul palco facendo dimenticare le accuse di essersi masturbato davanti a collaboratrici.