Monica Guerritore in viaggio da Dante al ’900

24 Febbraio 2022

L’attrice domani all’auditorium Sirena di Francavilla con il monologo che intreccia i classici “Dall’Inferno all’Infinito”

FRANCAVILLA AL MARE. Con uno spettacolo (di grande suggestione e intensità) che porta sul palcoscenico testi tratti da Dante Alighieri, Pier Paolo Pasolini, Elsa Morante, Patrizia Valduga, Gustave Flaubert, Victor Hugo, Giacomo Leopardi, Cesare Pavese, Monica Guerritore arriva domani a Francavilla al Mare. Il particolarissimo monologo dell’attrice (di teatro, cinema e tv), regista, drammaturga e scrittrice romana , dal titolo “Dall’Inferno all’Infinito” andrà in scena all’auditorium Sirena alle ore 21, appuntamento della stagione di prosa allestita dal direttore artistico Davide Cavuti, che, entusiasta dei sold out registrati finora, commenta: «Auspico che la messa in scena dei grandi classici in teatro possa suscitare il desiderio di rileggere i grandi testi senza tempo».
«Il viaggio di Dante quella notte tra il 7 e l’8 aprile del ‘300 mi ha trascinato in un volo ininterrotto di apparizioni e immagini mentali che non potevano esaurirsi nelle sue immagini», ha raccontato Guerritore presentando il suo spettacolo. «Portavano con sé archetipi simili, assonanti e musiche e sensazioni che piano piano piano sono diventate viaggio interiore… e che ancora non sono esaurite».
«Nella mia intenzione, il desiderio forte di sradicare parole, testi, versi altissimi dalla loro collocazione “conosciuta” per restituirgli un “senso” originario e potente, sicura che la forza delle parole di Dante, togliendole dal Canto e dalla storia, ci avrebbe restituito un senso originario, ci avrebbe condotto all’interno delle zone più dense, oscure e magnifiche dell’animo umano. Sicura che, seguendo un percorso di incontro con le sue figure di riferimento (Virgilio, il suo super-Io, Beatrice/Francesca e gli aspetti del Femminile, il Caos dell’Inferno, Ugolino, il Padre) si sarebbe potuta avvicinare intimamente l’ispirazione originale di Dante nell’affrontare la Divina Commedia». E non solo il Sommo Poeta in questo viaggio letterario/psicanalitico timonato dall’attrice, che infatti aggiunge: «Queto affrontato senza paura dei tagli e senza paura di proseguire quel racconto con parole e testi altissimi di altri autori, più vicini a noi, come Morante, Pasolini, Valduga. A noi», conclude l’interprete, «solo il merito di “esserci” e “dire” e “ascoltare”. A voce alta… Col cuore e con la testa… E alla fine “ naufragar m’è dolce in questo mare” e quindi “uscimmo a riveder le stelle”. Forse».
Monica Guerritore dunque conduce il pubblico tra parole apparentemente inconciliabili che riflettono la discesa agli inferi e le possibilità di redenzione proprie di ogni essere umano. Tutto rende la ricerca e il racconto interiore e poetico di maestri lontani tra loro per epoca, un’unica grande anima che racconta le infinite vie della testimonianza del sé. La forza della musica (che accompagna tutta la performance) diventa motore emotivo e precede, accompagna e amplifica il tormento delle passioni amorose (Paolo e Francesca), di abbandono (La Tentazione di Patrizia Valduga), di ferocia come nel canto dedicato al conte Ugolino.