Morgan sotto processo per stalking

Minacce alla ex: io abbandonata. Calcutta: fatti atroci. Rai e Warner lo scaricano
ROMA. Morgan è a processo per maltrattamenti e stalking alla ex fidanzata Angelina Schiatti, ora compagna Calcutta, che lo ha denunciato 4 anni fa e ora lamenta di essere stata lasciata «sola» dalla giustizia. «Fatti atroci», prende posizione sui social Calcutta. Prossima udienza, al tribunale di Lecco, il 13 settembre. E, dopo che il Fatto Quotidiano ha pubblicato anche stralci di messaggi e chat, sono arrivate le prime conseguenze per Marco Castoldi in arte Morgan: scaricato sia dalla Rai, che aveva in cantiere un programma con lui, sia dalla casa discografica Warner Music Italia. La vicenda risale al 2020, quando Angelica Schiatti, anche lei cantautrice, che ha avuto una frequentazione con Morgan, decide di denunciarlo per messaggi, minacce e revenge porn. Il musicista infatti, testimonia Selvaggia Lucarelli sul quotidiano, avrebbe insultato e minacciato ripetutamente l’ex, anche diffondendo tra amici e collaboratori immagini intime, non risparmiando i familiari e il nuovo compagno. E avrebbe ingaggiato due persone per individuare la casa bolognese dove si era trasferita la ragazza per riportarla a lui e picchiare Calcutta. Scatta il codice rosso per le vittime di stalking alla procura di Monza, che chiede il rinvio a giudizio dell’artista. L'incompatibilità territoriale sposta il procedimento a Lecco. Nel frattempo non vengono emesse misure cautelari a carico di Morgan il cui rinvio a giudizio arriva a ottobre 2023. «Sono stata in silenzio 4 anni e continuerò a restarci (tanto i fatti parlano per me) sperando che la giustizia possa fare il suo corso in tempi umani. Mi sono sentita e mi sento molto sola e abbandonata dalle istituzioni. Questa mia è la condizione di una donna che trova il coraggio per denunciare in Italia, che cerca di difendersi e di tutelare la propria dignità e che non dovrebbe MAI essere lasciata sola», ha scritto sui social la ragazza. Anche Calcutta, via social, si scaglia contro Morgan, senza nominarlo. «I fatti atroci riportati sono una piccola parte di quelli accaduti e hanno modificato la nostra vita più di quanto si possa immaginare. La cronaca racconta troppo spesso l’epilogo grammatico di vicende simili», sottolinea il cantautore e se la prende con la Warner, prima che facesse un passo indietro, che «ha offerto un contratto a questo persecutore nonostante fosse a conoscenza dei fatti e mi sembra giusto interrompere ogni mio possibile rapporto lavorativo con questa etichetta».

