Nel ’64 c’era La Cittadella oggi Doc e Lea: la passione per i camici bianchi in tv

20 Febbraio 2022

L’antesignano fu Alberto Lupo, poi arrivarono La dottoressa Giò e i record di ascolti di Un medico in famiglia e Braccialetti rossi

Tutto (o quasi) è iniziato con il dottor Manson, il protagonista della trasposizione televisiva del romanzo di A.J. Cronin “La Cittadella” interpretato nel 1964 da un indimenticabile Alberto Lupo. Da allora in poi è stato un fiorire di camici bianchi in tv, e di relativi successi, fino ad arrivare agli odierni “Doc – Nelle tue mani” e “Lea un nuovo giorno”.
Certo, col passare del tempo le serie medical si sono aggiornate di pari passo con la medicina e per alcune le storie dei pazienti sono state più un sottofondo alle vicende personali e sentimentali di medici e infermieri. Quello che, tuttavia, si è mantenuto intatto nei decenni è il fascino esercitato dai camici bianchi televisivi non foss’altro perché rappresentano quello che tutti vorremmo quando abbiamo un problema di salute: un medico comprensivo, generoso e competente. Se, poi, è anche affascinante come Luca Argentero ancora meglio.
Dicevamo de “La Cittadella”, un successo da milioni di spettatori come era possibile solo quando la televisione era in bianco e nero e aveva un solo canale. Spettatori che, però, anche in seguito hanno dimostrato di apprezzare le fiction di genere medical che hanno preso piede in Italia soprattutto grazie al successo di prodotti internazionali come “E.R. – Medici in prima linea”, “Grey’s Anatomy”, “Dr. House” e, più recentemente, “The Good Doctor”. Prima ancora di questi ultimi su Rai 2 era andato in onda “Amico mio”: Massimo Dapporto era il dottor Paolo Magri, primario del reparto di pediatria dell’ospedale San Carlo di Nancy di Roma. Qualche anno dopo è stata la volta de “La dottoressa Giò«” con Barbara D’Urso nei panni di Giorgia Basile, ginecologa che lavora in un ospedale romano e che, per le sue pazienti, non è solo un bravo medico ma anche un’amica. Nel 1998 è arrivato su Rai 1 quello che, in qualche modo, è considerato il capofila di tanti prodotti che sono venuti dopo: “Un medico in famiglia” con Giulio Scarpati nei panni del dottor Lele Martini e Lino Banfi in quelli dell’indimenticabile nonno Libero. Nella serie le vicende professionali del protagonista si intrecciavano inevitabilmente con quelle private, in un connubio che ha conquistato milioni di spettatori per tutte e10 le stagioni. Ne ha avute 10 anche “Incantesimo”, serie che, con quasi 600 puntate, ha fatto compagnia al pubblico prima di Rai1 e di Rai 2 per ben 10 anni, dal 1998 al 2008. Anche in questo caso vicende professionali e personali di medici, infermieri e dirigenti della romana Clinica Life erano indissolubilmente legate.
Non sempre, va detto, ai protagonisti delle fiction è stato sufficiente indossare un camice per avere successo. Non è bastato, ad esempio, nel caso di “Camici bianchi”, serie Mediaset del 2001 ambientata nell’ospedale San Paolo di Roma e interpretata da Ugo Pagliai, Enrico Mutti e Valentina Sperlì; e non è bastato a “Nati ieri”, serie anch’essa Mediaset ambientata nel reparto di maternità di un ospedale e interpretata da Sebastiano Somma, Vittoria Belvedere ed Ettore Bassi. In entrambi i casi, le fiction hanno avuto vita breve su Canale 5 a causa degli ascolti non all’altezza delle aspettative, così come è accaduto su Rai 1 a “Medicina generale”, anch’essa ambientata in un ospedale romano e interpretata, tra gli altri, da Nicole Grimaudo e Andrea Di Stefano.
Ben altra accoglienza ha avuto, qualche anno dopo, “Braccialetti rossi”, la prima serie che ha avuto come protagonisti non i medici ma giovani pazienti affetti da gravi malattie. Tre le stagioni, tutte con un ottimo riscontro di pubblico. Da allora in poi abbiamo visto e stiamo vedendo “Doc”, campione di ascolti con Argentero nei panni di Andrea Fanti (la cui storia è, in realtà, quella di Pier Dante Piccioni, medico che in seguito a un trauma ha perso la memoria di 12 anni della sua vita) e in cui si fasempre più largo il ruolo della caposala interpretata dall’attrice teramana Elisa Di Eusanio ; “Cuori”, che racconta gli albori della cardiochirurgia italiana con Daniele Pecci e Matteo Martari; e, ultima arrivata, “Lea un nuovo giorno” con Anna Valle e Giorgio Pasotti. Tutte serie di successo nonostante (o, forse, proprio grazie a questo) la messa in onda in concomitanza con la pandemia.