Nella Valle Majelama fino al Monte Bicchero

In tre ore circa eccoci là dove si legge la storia della terra
Il Parco regionale Velino-Sirente si presenta molto ricco per tipi di ambiente: dal montano al fluviale, dalla collina alla media-montagna. Il territorio è solcato da profonde incisioni di origine glaciale, come le Gole di Celano, la Val di Teve e la Valle Majelama, che custodiscono immutati luoghi impervi e segreti. Oggi percorriamo la Valle Majelama e ce ne andiamo sul Monte Bicchero.
Si parte dal paese di Forme, frazione del Comune di Massa d’Albe (uscita autostradale Magliano de’ Marsi della A24) e ci si avvia sulla carrareccia dietro il fontanile; dopo qualche chilometro si giunge all’imbocco della valle e si prende il sentiero 8: da febbraio ad agosto il sentiero è chiuso per permettere ad aquile e grifoni di nidificare e crescere indisturbati la propria prole.
La salita per la Valle Majelama è lunga e sempre affascinante. Il primo tratto è quasi in piano, in una stretta gola tra due pareti scoscese: ad est le propaggini dei monti della Magnola, a ovest del Monte Cafornia. In questo primo tratto la vegetazione della Valle Majelama è caratterizzata da arbusti. Prevalgono quelli a nocciolo, maggiociondolo e ginepro comune. Il sentiero dunque si snoda tra bassa vegetazione e il terreno è molto ben umidificato anche per la presenza sorgenti sotterranee.
Più in alto, la valle assume il caratteristico profilo a U, dovuto all’erosione glaciale che riconosciamo nei grandi circhi glaciali, nei ghiaioni e nei grandi massi erratici, disseminati un po’ ovunque. Qui cambia anche la vegetazione con prevalenza di ramno alpino, ciliegio canino e pero corvino.
Mentre si sale e la valle si distende, ad est, fanno capolino le cime più belle del massiccio del Velino: le punte di Trento e Trieste e il Costone; ad ovest i brecciai che scendono dal Monte Cafornia disegnano paesaggi lunari dove alle rocce e ai sassi si alternano arbusti, genziana e l’odore dei cervi. La Valle è il regno dei grifoni che volteggiano eleganti e con un po’ di fortuna si potrà osservare anche l’aquila maestosa. Attraverso massi e pianori pieni di spinaci selvatici si arriva ad una radura, e davanti appare il vasto Colle del Bicchero (2075m) , dove si giunge in circa 2,30 ore dalla partenza. Ora si è proprio in mezzo a due valli favolose: la Majelama, appena percorsa, e la Val di Teve verso nord-ovest. Il Colle è un tappeto verde morbido dove ci si può fermare per il panino e una sosta ristoratrice dell’animo. In 20 minuti si raggiunge verso ovest la vetta del Monte Bicchero (2161m - 7 km e 3 ore di cammino). È un monte bellissimo, incastonato come un gioiello raro tra i monti abruzzesi dei più preziosi. Il luogo è incantevole, si resta increduli davanti a tanta bellezza e perfezione. In quelle valli, nei loro brecciai, nei circhi glaciali, nei massi, sui sassi e nei molti fossili si legge la storia della terra. Il Monte Bicchero è uno dei miei preferiti. Mi ha portato innumerevoli volte al Velino, al Costone, nella Val di Teve, è come un grande amico, un amico fedele e riservato cui affidare sogni e desideri.
