Neorealismo, le riviste abruzzesi in un libro di Sandro de Nobile

PESCARA. E' prezioso questo volume di Sandro de Nobile - ricercatore all’università D'Annunzio e docente, ma anche divulgatore, narratore e poeta - intitolato “Il fermento e non” (Solfanelli, 2015,...
PESCARA. E' prezioso questo volume di Sandro de Nobile - ricercatore all’università D'Annunzio e docente, ma anche divulgatore, narratore e poeta - intitolato “Il fermento e non” (Solfanelli, 2015, 159 pagine, 13 euro), che reca come sottotitolo: “Le riviste letterarie abruzzesi e il neorealismo 1948-1959”, prediligendo l'angolazione del rapporto, sintetico o antitetico, delle riviste qui pensate, stampate e diffuse, con la dominante corrente culturale del tempo, il neorealismo appunto, di cui tanto si parla in questi giorni (a sproposito) per la morte del regista Ettore Scola.
E’ ancora tutta da scoprire e da argomentare, come ben avviene in questo saggio, la fervida pagina che queste riviste scrivono nella cultura italiana del dopoguerra. Di certo esse danno voce a una schiera di giovani (che non chiameremo intellettuali) preparati, inquieti, brillanti, prolifici i quali saranno attivi, in una regione come l'Abruzzo tagliata fuori dal mainstream editoriale, riuscendo a valicarne i montuosi, costringenti confini. Ecco allora dal '48 Francesco Verlengia e poi Vittoriano Esposito con la trimestrale Rivista Abruzzese. Ecco dal '49 Controvento fondata ad Alanno da Giovanni Marzoli; coevo, ad Avezzano, L'albatro di Salvatore Lombardo Restivo, già studiate da Vito Moretti. Ecco le aristofanesche Nuvole di Eraldo Miscia. Ecco Donatello D'Orazio e Armando Testa in Terra e gente. Ecco Commenti fondata nel 1955 da Antonio Bandera, cui collaborano anche gli antirealisti Ermanno Circeo, Francesco Desiderio e Raffaele La Porta. Ecco la importante Dimensioni di Lanciano, fondata nel '57, che vede le firme di Ottaviano Giannangeli, Giuseppe Rosato e Giammario Sgattoni, cioè dei maggiori poeti e critici qui attivi nel dopoguerra; e accanto a loro di abruzzesi come Ignazio Silone e Laudomia Bonanni o tali per origine e per sentimento come Mario Pomilio. Interessante il ricordo del sulmonese Angelo Maria Scalzitti, la cui attività viene indagata nei rapporti col Circolo Culturale fondato da don Antonino Chiaverini, il sacerdote che bene fa de Nobile a ricordare nell'ultimo capitolo.
Molti altri sarebbero i nomi da fare, ma su di essi ci intratterrà l'autore oggi (sala Tinozzi, ore 17.30) dialogando con Mario Cimini e Simone Gambacorta, alla Provincia di Pescara nell'evento “Abruzzo, Provincia letteraria?” organizzato dalla Biblioteca.
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