No Man’s Land, il testimone passa ad Alberto Garutti

LORETO APRUTINO. No Man's Land terra di immaginazione aperta a tutti senza esclusioni, perché tutti possano partecipare ognuno con la propria creatività. Il pensiero di Yona Friedman, scomparso Il 20...
LORETO APRUTINO. No Man's Land terra di immaginazione aperta a tutti senza esclusioni, perché tutti possano partecipare ognuno con la propria creatività. Il pensiero di Yona Friedman, scomparso Il 20 febbraio scorso all'età di 96 anni, veglia sulla più grande installazione site-specific da lui mai realizzata, in Abruzzo a Rotacesta, nel cuore della campagna vestina. La figlia Marianne Friedman-Polonsky ha accolto l’invito di diventare presidente onorario della Fondazione No Man’s Land succedendo a suo padre raccogliendone l'eredità visionaria e i principi ispiratori del fare. «Per l'Abruzzo è un sogno che continua e si concretizza. Il prossimo 23 giugno in collaborazione con il dipartimento di Architettura dell'università d'Annunzio di Pescara inaugureremo a Rotacesta un’installazione permanente di Alberto Garutti che farà seguito all'installazione realizzata lo scorso anno da Jimmie Durham, Solid Ground», annuncia Mario Pieroni presidente della Fondazione nata oltre tre anni fa a Loreto Aprutino.
Quindi l'operazione Terra di nessuno - Terra di tutti prosegue oltre la vita terrena di Yona: No Man's Land, No Man's City, No Man's Station, Il Rifugio di Tutti e prossimamente No Man’s River sono le installazioni e i laboratori, diffusi nel mondo, che prendono di volta in volta diversa forma a seconda dei contesti ambientali e sociali e le forme di collaborazione attivate. Un'operazione aperta e collaborativa.
Le opere continueranno a vivere insieme ai coautori presenti e futuri del progetto aperto a tutti, studenti, artisti, volontari, abitanti del territorio. In primis l'artista Jean-Baptiste Decavèle, che per anni ha affiancato Friedman con il supporto del Fonds de dotation Denise et Yona Friedman. Il Fonds de dotation, di cui Marianne è presidente, è il rappresentate esclusivo di Yona Friedman. «Un'occasione formidabile avere la figlia Marianne al nostro fianco», sottolinea Pieroni. Nml, il museo senza pareti di Rotacesta, si prepara ad accogliere la nuova installazione pensata da Alberto Garutti, artista e docente, nato nel 1948 in provincia di Lecco, a Galbiate. Garutti insegna allo Iuav di Venezia, è stato dal 1990 al 2013 titolare della cattedra di pittura all'Accademia di Brera di Milano, è spesso chiamato a realizzare opere pubbliche per città e musei. A Gand in Belgio per il museo Smak (2000), a Herford per il Mart a Museum (2003), nel 2002 in Giappone, a Mosca nel 2011, a Milano nel quartiere di Porta Nuova su commissione di Hines Italia nel 2012.
Garutti realizza opere permanenti in grado di innescare relazioni e connessioni tra istituzioni pubbliche, privare e il tessuto sociale della città. In questo senso si orientano i casi di Bergamo e Bolzano, così come l'opera Trivero pensata per la Fondazione Zegna (2009), Cagliari per la sede Tiscali nel 2003 e l'opera “Tutti i passi” installata negli spazi dell'aeroporto di Malpensa e della stazione Cadorna di Milano, in piazza Santa Maria Novella a Firenze e alla Biennale di Kaunas.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
