Nooteboom alla ricerca delle tombe dei grandi poeti

4 Gennaio 2016

PESCARA. Cees Nooteboom, pur scrivendo in una lingua minoritaria europea, il neerlandese, e vivendo nella sua casetta al centro di Amsterdam, è, ormai ultraottantenne, uno degli scrittori e...

PESCARA. Cees Nooteboom, pur scrivendo in una lingua minoritaria europea, il neerlandese, e vivendo nella sua casetta al centro di Amsterdam, è, ormai ultraottantenne, uno degli scrittori e intellettuali tra i più significativi dei nostri anni e il suo nuovo libro, “Tumbas” (Iperborea, 378 pagine, 20 euro), un viaggio tra tombe di poeti e pensatori, è forse il suo più importante, segnato come è dalla ricerca e dalla capacità di portare in superficie, di rendere evidenti, le radici della nostra cultura. Nooteboom visita girando il mondo nell'arco di una trentina di anni i cimiteri in cerca delle urne dei forti, convinto che «la maggioranza dei morti taccia. Per i poeti non è così. I poeti continuano a parlare», ovviamente attraverso la loro opera, suscitando in ognuno con i propri versi reazioni personali, intessendo dialoghi intimi coi propri lettori.

La prima visita a un cimitero, fresco di lettura della “Recherche”, fu a Parigi al Pére Lachaise alla ricerca della tomba di Proust, incontrando poi anche quella di Balzac e di Gerard De Nerval e, fin da allora, lo scrittore intuì quello che gli sarebbe diventato sempre più chiaro, «la sensazione di andare a far visita a dei morti che si conoscono meglio della maggior parte dei vivi». E davanti alle loro Tumbas (titolo scelto «per il suono gioioso che questa parola ha in spagnolo») Nooteboom descrive spesso, certo, il luogo, il tumulo o il monumento, ma essenzialmente divaga, si interroga, ricorda e elabora quel che è rimasto in lui dell'opera e del pensiero della persona sepolta in quel luogo, certe volte in cui è capitato quasi per caso, altre perché è partito apposta per arrivare dove si trova. E a questo punto, passando dal brasiliano Carlos Drummond de Andrade, morto nel 1987, per arrivare a William Butler Yeats, morto nel 1939, che aprono e chiudono il libro con i personaggi messi in ordine alfabetico, si passa per Giacomo Leopardi o Baruch de Spinoza, Holderlin e Goethe, Cervantes e Chateaubriand, con una puntata sino a Dante.

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