Numeri record per la Sindone

16 Aprile 2015

Il Papa, Mattarella e 3 milioni di pellegrini attesi per l’Ostensione a Torino

TORINO. Oltre un milione di prenotazioni registrate, fino a tre milioni di pellegrini attesi nei 67 giorni dell'evento, 13mila pullman già noleggiati e tariffe agevolate con Alitalia e Trenitalia per raggiungere Torino. A cinque anni dall'ultima Ostensione, nel 2010, il capoluogo piemontese si prepara – dal 19 aprile al 24 giugno – all'esposizione della Sacra Sindone, concessa dal Papa in occasione dei 200 anni dalla nascita di San Giovanni Bosco, e i numeri si annunciano da record, soprattutto per la concomitanza con l'Expo: «Milano è a meno di un'ora da Torino, per cui la città potrebbe essere meta di persone anche dall'estero a cui abbiamo voluto dare l'opportunità di vedere il Sacro lino», dice il sindaco Piero Fassino, «L'Ostensione è un grande evento di valore religioso e anche civile: tra le cose che segnano l'identità e l'immagine di Torino c'è anche l'essere sede della Sindone». All'appuntamento sono attesi ospiti illustri, primi fra tutti papa Francesco, che sarà accolto in città il 21 e 22 giugno, preceduto, il 14 maggio, dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

In campo, per dare assistenza ai pellegrini, oltre 4.600 volontari, mentre l'ingresso al Duomo sarà vigilato da metal detector: «E' previsto un numero consistente di strumenti, quindi non ci saranno problemi di attesa. Vogliamo che si percepisca che i controlli ci sono, ma che si può effettuare la visita in piena tranquillità», spiega Maurizio Baradello, direttore generale del Comitato per l'Ostensione. «La scelta del pellegrinaggio è un gesto di pace, significa: io non ho paura». Lo slogan scelto per l'evento è “L'amore più grande”, richiamo del Vangelo di Giovanni: «E' una frase che può essere inserita in molti contesti, potremmo leggerla anche scritta su un muro da un ragazzo innamorato», sottolinea don Roberto Gottardo, presidente della Commissione diocesana per la Sindone. «L'amore raccontato dalla Sindone può parlare a tutti. Come disse San Giovanni Paolo II, la Sindone è lo specchio del Vangelo e dice qualcosa a chiunque veda l'immagine impressa, credente o non credente».

L'origine e la natura della Sindone, il sudario che secondo la tradizione avrebbe avvolto il corpo di Gesù dopo la crocifissione, restano un enigma. La Chiesa oggi non parla di reliquia, ma di icona. Spiega Enrico Simonato, segretario del Centro internazionale di Sindonologia: «Quello che sappiano oggi di certo è che l'impronta è una ossidazione della cellulosa, ed è una immagine "in negativo". Ma non sappiamo come si sia formata. Di certo ha avvolto un cadavere sanguinante di un uomo flagellato e poi crocifisso, e il sangue è di gruppo AB, ma sono da approfondire alcune questioni: l'età, l'origine del tessuto e i pollini». L'esame con il carbonio 14 eseguito nel 1988, che ha datato il telo tra il 1260 e il 1390 dopo Cristo, infatti, è controverso e secondo gli esperti, come il sindonologo Bruno Barberis, dovrebbe essere rifatto. «Altre analisi sono possibili, ma è il Papa che deve dare l'autorizzazione» chiarisce Simonato. Per vedere la Sindone è indispensabile la prenotazione, gratuita, attraverso il sito ufficiale www.sindone.org o il call center 0115252550.

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