Ornella Muti: sì alla cannabis curativa

2 Febbraio 2022

Bufera sull’attrice co-conduttrice: «Chiedo di poter scegliere». Salvini durissimo

SANREMO. «Sostengo l’aspetto terapeutico della cannabis: addirittura pensano che io giri per il backstage donando canne, è triste, il cambiamento è difficile». Preceduta dall’affondo di Fratelli d'Italia contro la foto sui social con il ciondolo a forma di marijuana accanto alla figlia Naike, accolta in camerino da un mazzo di fiori e cannabis da parte del Comitato promotore del referendum, Ornella Muti, voce profonda, volto di porcellana dietro i grandi occhiali blu, replica in sala stampa alle polemiche sul suo impegno per l’uso a scopo curativo della cannabis e sulla creazione dell'associazione Ornella Muti Hemp Club: «Io non spaccio canne, sono una madre, sono una nonna, sono consapevole dei pericoli, ma credo che legalizzare le droghe leggere sia la cosa migliore», sottolinea l’attrice, alla vigilia della pronuncia della Consulta sull’ammissibilità del referendum, il 15 febbraio. E poi «c’è tutto un giro pericoloso e si trovano cose ben più pesanti: meglio avere la possibilità di avere ricette». Una posizione legata alla sua esperienza: «Mia mamma ha avuto anni difficili prima di morire e non sono riuscita a darle la cannabis, ho dovuto rimpinzarla di psicofarmaci che annebbiano la coscienza, l'ho persa e non mi riconosceva più». Muti rivendica la libertà di scelta: «Ognuno deve fare quello che si sente, io mi sento bene così, mi spiace che venga confuso». Salvini taglia corto sui social: «La droga è morte, e sempre e comunque la combatterò». Pieno sostegno all’attrice dalla figlia Naìke Rivelli: «Siamo la polemica del Festival, abbiamo vinto noi». Sullo sfondo il desiderio della Muti di ottenere la cittadinanza russa: «Fa parte della mia cultura, associata con mia madre. Un regalo per lei». La nonna materna era di San Pietroburgo e da lì emigrò col marito in Estonia, dove nacque sua madre, la scultrice Ilse Renate Krause, morta a 91 anni a ottobre 2020.