Padri in crisi per colpa delle figlie

30 Giugno 2020

Battiston, Giallini e Salemme nel film “È per il tuo bene” on line dal 2 luglio

ROMA. Quando si tratta di figlie, l'anima liberale dei padri viene meno. È inevitabile. A conferma di questo il film “È per il tuo bene” di Rolando Ravello, commedia-remake di una pellicola spagnola dal 2 luglio in Vod (Video on demand) su Prime video con protagonisti tre padri in crisi quando le figlie si fidanzano. Questi i padri: Arturo (Marco Giallini), avvocato conservatore con moglie ultra progressista (Isabella Ferrari); Sergio (Giuseppe Battiston), operaio con grossi problemi di autocontrollo sposato con la severa Alice (Claudia Pandolfi) e, infine, Antonio (Vincenzo Salemme), poliziotto tutto di un pezzo con un debole per la figlia e una moglie molto saggia (Valentina Lodovini). Ora che succede a questi tre padri è abbastanza semplice da prevedere quando entrano in campo le originali scelte affettive delle loro figlie? C'è chi rivela sull'altare la propria omosessualità; chi, figlia di un poliziotto, si innamora di Biondo (interpretato dallo stesso rapper italiano reso famoso da Amici) che nelle sue canzoni predica la violenza e chi, infine, sceglie come fidanzato uno stagionato ex compagno di scuola del padre. Sicuri di agire per il bene delle figlie, i tre faranno banda per sbarazzarsi con ogni mezzo dei partner delle loro ragazze il prima possibile. Contro questa loro volontà, le mogli, molto più tolleranti , sono invece convinte che il bene delle loro figlie è solo quello che loro stesse riconoscono come tale.
«Mi sono ispirato al film spagnolo Es por tu bien” per raccontare il prototipo della famiglia italiana, ma senza alcun giudizio morale. Mi interessava solo che madri e figlie avessero un ruolo più grande dei loro padri», spiega il regista. «Ma ci sono stati alcuni cambiamenti rispetto all'originale. Ad esempio la figura del rapper Biondo nella versione spagnola non c'è. I rapper sono gli ultimi portatori del disagio di una generazione nata in un vuoto cosmico».
«Non sono un padre nella vita», spiega Salemme, «ma credo che la cosa piu difficile per gli uomini oggi sia l'autorevolezza, la paura di averla persa e che venga messa in discussione la propria potenza». Dice Battiston: «Il mio personaggio non si rende conto che sua figlia è ormai cresciuta, una cosa che capita spesso a molti padri». Giallini conclude: «Se avessi avuto una figlia che mi portava a casa uno con tanti tatuaggi, nessun pregiudizio, ma un po’ ci avrei parlato, indagato».
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