«Pasolini regista amatoriale....» E su Facebook insulti a Muccino

PESCARA. Gabriele Muccino ricorda a modo suo Pier Paolo Pasolini e scrive su Facebook che il suo cinema era amatoriale e che con lui iniziò il degrado della nostra cinematografia. E’ accaduto,...
PESCARA. Gabriele Muccino ricorda a modo suo Pier Paolo Pasolini e scrive su Facebook che il suo cinema era amatoriale e che con lui iniziò il degrado della nostra cinematografia. E’ accaduto, martedì. «Non basta essere scrittori per trasformarsi in registi. Così come vale anche il contrario. Il cinema Pasoliniano aprì le porte a quello che era di fatto l’anti cinema in senso estetico e di racconto», ha scritto il regista dell’Ultimo bacio sul suo profilo Facebook. Un’analisi personale e controcorrente nel momento in cui tutti celebrano Pasolini, che ha scatenato la furia iconoclasta del web contro il regista romano. Una pioggia di insulti chehanno portato Muccino, nella notte a postare la sua replica a chi lo ha insultato, le cui tracce restano su Twitter, dopo la chiusura del suo profilo Facebook.
«Tutti in fila... uno due, uno due... e chi non la pensa come voi, olio di ricino. Ma per favore», ha scritto il regista, «popolo di Facebook che insulta prima ancora di leggere e cercare di comprendere quello che io ho veramente scritto e non ha mai voluto l’ambizione di trovare consenso o condivisione ma solo di essere raccontato. È ancora un nostro diritto dire cosa pensiamo? A quanto pare no. Meglio dare del mediocre, dell’arrogante, della nullità, insulti a destra a manca, una sassaiola da vandalismo intellettuale contro colui che ha osato dire che forse la terra non era al centro dell’Universo. Non mi scalfisce ciò che leggo ma il giudizio che esce fuori con tanta rabbia e violenza. Il giudizio che inconsapevolmente date di voi stessi e della violenza che esternate e che non era affatto presente in quanto da me scritto».
Quindi, Muccino ha ribadito il suo pensiero: «Il cinema è industria, un film costa, se non rientra dei denari, la pellicola, quando c’era la pellicola, finisce al macero e nell’oblio. Dalla metà degli anni ’70 il cinema italiano è morto a causa di improvvisati registi che non sapevano come comunicare col pubblico». E quindi il nuovo affondo critico su Pasolini regista: «Da quando ci si iniziò ad improvvisare registi. Ho detto qualcosa che non è verificabile? Ho detto che Pasolini regista ha aperto la porta ad altri registi improvvisati che a differenza sua non avevano nemmeno l’immensa statura di scrittore e poeta... Ho detto che Pasolini era uno scrittore prestato al cinema e che il cinema non era nelle sue corde più alte. Lo penso, lo penserò e avrò ogni sacrosanto dovere di dirlo anche davanti ad una folla di forcaioli che ha intasato questa bacheca di insulti».
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