Passeggiate Intergalattiche L’avventuroso incontro tra Franceschini e Vigo

22 Marzo 2023

Alla Galleria Vistamare di Pescara percorso espositivo di sei stanze con opere delle due artiste di epoche diverse ma affini nella ricerca

PESCARA. Una passeggiata a braccetto con Nanda Vigo e Anna Franceschini «in connubio meraviglioso». Incontro, dialogo, esplorazione spazio-temporale. Un viaggio dimensionale, intimo, spirituale e, insieme, avventurosamente fantascientifico, nel segno della luce. Vistamare presenta dal 27 marzo al 15 settembre “Passeggiate Intergalattiche”, una mostra di Anna Franceschini (Pavia, 1979) e Nanda Vigo (Milano, 1936 -2020).
Da un’idea di Anna Franceschini, brillante interprete della video arte che con questo progetto – per lei il terzo in tandem da Vistamare Pescara, dopo l'incontro con Getulio Alviani (2014) e con Mimmo Rotella (2016) – dichiara un’affinità di spirito, di moto interiore e di meccanismo di pensiero con Nanda Vigo, artista architetto designer tra le figure più significative del dopoguerra. L’esposizione (opening domenica 26, ore 10.30-13) rappresenta un dialogo tra due artiste che hanno dato voce, in momenti e contesti differenti, a una ricerca comune sui temi del movimento e dell’osservazione, del riflesso e della luce, attraverso opere eterogenee nei materiali quanto eclettiche nell’intuizione che le ha generate.
Il percorso espositivo si sviluppa attraverso le sei stanze della galleria in Largo dei Frentani, progettate da Anna Franceschini come ambienti abitati: interni che affacciano su altri interni per aggettare sull’infinito. Come nel finale di “2001: Odissea nello spazio” di Stanley Kubrick, l’universo, attraverso l’intelligenza dell’umanità, si trasforma in luoghi cari alla memoria personale e collettiva. È quanto anticipano le note alla mostra, progetto che nasce per la galleria di Benedetta Spalletti a Pescara, come racconta Anna Franceschini in questi giorni in città per gli allestimenti, «un connubio meraviglioso con l’opera dell’artista e designer a cui mi sento affine anche come donna artista». Nel salone principale della galleria pescarese, rischiarato dai dischi luminosi che sbocciano dal “Light Tree” (1983/84) di Nanda Vigo, la maestosa scultura cinetica “La meccanica degli elementi” (2022) di Anna Franceschini ruota su se stessa per offrirsi alla vista con tutta l’umiltà e la grazia di una spiegazione semplice. L’opera mostra senza sosta e da ogni angolazione possibile i tre elementi che la compongono, adagiati su una pedana d’acciaio e caratterizzati dai colori del cielo nel momento in cui il sole sta per sorgere o per tramontare. La rotazione è ripresa nel video “Do you know why they respect me? Because they think I’m dead” (2019) di Anna Franceschini. Chi entra è invitato a sostare dietro la smerigliatura del vetro di due leggendari “Cronotopi” di Nanda Vigo e a percepire le immagini in movimento attraverso la distorsione creata dalle sculture-lenti. «Con l'opera di Nanda Vigo», racconta Anna Franceschi al Centro, «mi sento affine anche come donna artista che lavora nell’arte. Quando Vigo ha iniziato, ha avuto il coraggio di fare comunità con tanti artisti, è stata compagna di Piero Manzoni, allieva di Giò Ponti, vicina a Lucio Fontana, si è circondata di anime affini che a quel tempo erano soprattutto maschili. Oggi le donne protagoniste sono di più, ma l’essere donne resta comunque un cliché, come pure che ci siano sensibilità femminili che lavorano su temi maschili. Io attualmente faccio soprattutto sculture meccaniche con i motori, la Vigo prediligeva il ferro, l’alluminio, il vetro, materiali abbastanza duri e poi creava la sedia Due Più di pelo di Mongolia, hard and soft oltre le categorie. Nel mio caso c’è il lavoro con la meccanica dei motori ma poi ci sono le mani vellutate, la grazia. Anche il lavoro del regista nel cinema è un tema maschile, allo stesso tempo nelle mie composizioni filmo oggetti delicati. Tutto questo per dire che il feminile è ineliminabile, non significa che lo si debba declinare con i fiocchi rosa, uno sguardo femminile sulla materia si può anche declinare sulla materia dura com’è l’acciaio inox. Anzi, come donne abbiamo esperienza di tante e tante pentole (ride) che abbiamo più dimestichezza con l’inox che non con il raso rosa. È da sfatare l’idea che gli uomini hanno di noi donne, che non è quella dei pizzi e dei merletti, può anche esserlo, ci piace come a tutti essere abbellite e adornate però c’è anche uno sguardo interessato sulla materia dura, su àmbiti non così scontati. È importante soprattutto per eliminare gli stereotipi che ci sono stati inculcati. Perciò sarà bello che ognuno tragga poi le sue conclusioni davanti alla mostra». «L'arte», chiude la gallerista Benedetta Spalletti, «è davvero qualcosa di intergenerazionale, atemporale, qualcosa che attraversa il tempo e lo spazio, supera il contingente e mette in connessione artisti di periodi diversi. Caravaggio ci emoziona tutt’oggi dandoci messaggi contemporanei. Qui Anna Franceschini ha voluto mettersi in gioco creando opere site specific pensate, le nuove, e ripensate, quelle già esistenti, in relazione con l’opera di Nanda Vigo».
Orari di apertura lunedì: 9.30 – 13.30, martedì-venerdì: 9.30 –13.30 | 15.30 –19.30.