Paul Haggis fermato per violenza sessuale a Ostuni

20 Giugno 2022

Il regista premio Oscar avrebbe costretto una donna a subire ripetuti abusi, ma si dichiara innocente

BARI. Abusata per tre giorni dal regista di Hollywood. Purtroppo non è la trama di un film ma il nuovo scandalo che coinvolge il cinema americano. Il regista e sceneggiatore premio Oscar Paul Haggis da ieri mattina è ai domiciliari in un albergo di Ostuni (Brindisi), «gravemente indiziato», dice la Procura, «dei reati di violenza sessuale aggravata e lesioni personali aggravate» nei confronti di una 30enne inglese.
Il canadese Haggis, che nel 2006 si è aggiudicato la statuetta con il film Crash, con Matt Dillon e Sandra Bullock, da una settimana è in Puglia per partecipare all'Allora Fest, il festival internazionale di cinema che si tiene dal 21 al 26 giugno. I fatti contestati risalgono all'inizio della settimana, tra domenica e mercoledì, e sarebbero avvenuti in un b&b di Ostuni. La presunta vittima, che lo aveva conosciuto qualche tempo prima, lo avrebbe raggiunto dal Salento, dove si trovava con alcuni amici e avrebbe trascorso con lui tre giorni, durante i quali avrebbe subito, rivela la Procura, «ripetuti assalti sessuali» e «rapporti non consenzienti». Mercoledì scorso Haggis avrebbe accompagnato la donna davanti all'aeroporto di Brindisi, lasciandola lì «alle prime luci dell'alba, nonostante le precarie condizioni fisiche e psicologiche» evidenzia la Procura, dopo che lei aveva lasciato in camera anche un biglietto d'amore. Nello scalo aereo la 30enne, «in evidente stato confusionale», è stata notata da personale di Aeroporti di Puglia e dalla Polizia di Frontiera, che le hanno prestato le prime cure e l'hanno accompagnata in Questura e poi all'ospedale Perrino di Brindisi per il protocollo rosa dedicato alle vittime di violenza. La presunta vittima ha poi formalizzato la denuncia in un lungo racconto riportato, per stralci, nel decreto di fermo notificato al regista. Nello stesso provvedimento la Procura chiede l'applicazione della misura cautelare dopo l'udienza di convalida, non ancora fissata, e anche un incidente probatorio per cristallizzare le dichiarazioni della donna. In attesa di poter fornire la sua versione dei fatti nell'interrogatorio fissato nei prossimi giorni dinanzi al giudice, Haggis, assistito dall'avvocato Michele Laforgia, ha detto solo poche parole, chiedendo «di fare accertamenti il prima possibile perché si dichiara totalmente innocente».
Già in passato il regista aveva dovuto difendersi da accuse simili. Una causa civile è tuttora in corso negli Usa dopo la denuncia dall'addetta stampa Haleigh Breest. Dal 2018 altre quattro donne hanno detto di essere state vittime di molestie e aggressioni sessuali. Una lunga lista di accuse alle quali ora si aggiunge quella della 30enne inglese che, questa volta, rischia di costargli anche la custodia cautelare.
Tra due giorni Haggis sarebbe stato tra i protagonisti della prima edizione del Festival del Cinema di Ostuni, con il compito di intervistare gli attori Edward Norton, Matt Dillon e Jeremy Irons e il regista Oliver Stone. Ma gli organizzatori della kermesse, dopo il fermo, hanno «immediatamente provveduto ad eliminare ogni partecipazione del regista dalla manifestazione».