Pep Marchegiani regala un fiore alla città di Pescara

PESCARA. Un calla bianca di 15 metri, con una matita al posto del pistillo, che emerge da uno sfondo rosso. Si chiama “Callalily” ed è la nuova installazione pubblica dell’artista abruzzese Pep...
PESCARA. Un calla bianca di 15 metri, con una matita al posto del pistillo, che emerge da uno sfondo rosso. Si chiama “Callalily” ed è la nuova installazione pubblica dell’artista abruzzese Pep Marchegiani che ieri ha fatto la sua comparsa lungo il fiume Pescara, su uno dei piloni dell’Asse attrezzato nel cuore della città. Un’opera in alluminio, realizzata all’interno dell’area portuale ma ben visibile dal ponte d’Annunzio, attraverso la quale l’artista ha scelto ancora una volta di lanciare una serie di messaggi e di farlo, questa volta, dalla sua città.
Dopo l’ultima installazione realizzata lo scorso novembre al Politecnico di Torino, in occasione dell’anteprima della Biennale To2020, Marchegiani è “tornato a casa” grazie alla collaborazione con il mecenate Giuseppe Rossi e le famiglie Epifano e Rossi, proprietarie della concessionaria Autoepi, che hanno deciso di donare l’installazione alla città di Pescara. A rendere possibile il progetto artistico, anche la collaborazione con il Comune di Pescara, che hanno patrocinato l’iniziativa, e con la Capitaneria di porto, che ha autorizzato l’intervento nell’area portuale.
«Callaly», spiega Pep Marchegiani, «rientra nel progetto Vorrei Mangiarti che ho presentato nel 2019 a Torino in collaborazione con il Pav (Parco arte vivente, ndr) e fa parte di una serie di macro-installazioni sul territorio nazionale che hanno l’obiettivo di dare uno spunto di riflessione sul rapporto uomo-natura. Lo strumento artistico, la fluidità di intervento delle istituzioni e il protagonismo dei mecenati sono uniti in un connubio inedito, originale e di grandissimo impatto, per veicolare un messaggio fondamentale per tutti».
Il messaggio è quello della purezza delle idee, simboleggiata dalla calla, ma anche della creatività, rappresentata dalla matita, fino ad arrivare alla libertà di espressione e alla memoria, «per ricordare che la cultura rende consapevoli», aggiunge Marchegiani, «motivo per il quale è stato scelto simbolicamente il 27 gennaio, “Giorno della memoria”, per il taglio del nastro».
Un’inaugurazione alla quale prenderanno parte anche l’assessore alla Cultura, Maria Rita Paoni Saccone, e il sindaco Carlo Masci che ieri, presentando l’iniziativa alla stampa, hanno ricordato come sia fondamentale, per le istituzioni, saper apprezzare e promuovere l’arte e il concetto di “bello” nel contesto cittadino. «So bene che il passo è di quelli notevoli, non comuni, che fanno un certo rumore», aggiunge Giuseppe Rossi, curatore dell’opera. «Credo che la nostra sia una scelta rara e sicuramente non fatta di impulso e a cuor leggero. Ma abbiamo voluto guardare oltre, regalando qualcosa di speciale alla nostra città». Come già in altre occasioni, Marchegiani ha scelto di coinvolgere nell’iniziativa anche un’associazione no profit, in questo caso l’Associazione Massimo Oddo Onlus, per dimostrare che l’arte può rappresentare anche un valido strumento per sensibilizzare l’opinione pubblica su delicati temi sociali.
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