Peppino Impastato la sua voce rivive a Chieti

CHIETI. “Radio Aut. La Voce di Peppino Impastato” è il titolo dello spettacolo, della compagnia Onirika del Sud, che andrà in scena domani (ore 18) al Piccolo Teatro dello Scalo di Chieti. Nei panni...
CHIETI. “Radio Aut. La Voce di Peppino Impastato” è il titolo dello spettacolo, della compagnia Onirika del Sud, che andrà in scena domani (ore 18) al Piccolo Teatro dello Scalo di Chieti. Nei panni di Impastato, il giovane attivista politico e giornalista siciliano ucciso dalla mafia nel 1978 è l’autore del testo, Pierpaolo Saraceno. Con lui in scena di sarà Maria Paola Tedesco nel ruolo della madre di Impastato. Le musiche originali sono di Concetto Fruciano; scene e costumi sono di Saraceno; le coreografie sono di Daniele Baffo. Il biglietto costa 10 euro (ridotto 8 euro).
«Dalle frequenze di Radio Aut, radio libera fondata a Terrasini nel 1977», si legge nelle note di presentazione dello spettacolo, «si poteva ascoltare la voce secca, diretta e sincera di un uomo semplice e umile, ma tanto forte da sfidare nella sua terra, martoriata dalla mafia, la sua stessa famiglia mafiosa. Quell'uomo è Peppino Impastato, grande lottatore, ma soprattutto grande spirito ribelle, ucciso soli trent'anni su ordine del capo di "Cosa Nostra", Gaetano Badalamenti (Don Tano), bersaglio preferito di Peppino nelle sue trasmissioni di Radio Aut».
L'ambiente scenico dello spettacolo è diviso in due parti: da un lato la madre di Peppino che racconta, con occhi pieni di amore, il mondo del figlio, la sua lotta, la sua forza d'animo. Dall'altro, una serie di flashback, che ripropongono la vita di Peppino, le sue azioni, la sua voce.
«Tanto dolore da una parte», spiega Saraceno nelle sue note di regia, «tanta ribellione, voglia di fare, coraggio e sarcasmo dall'altra, che condurranno questo giovane trentenne ad una tragica morte. Una madre che parla a quarta parete aperta per esprimere tale ingiustizia ma soprattutto tale dolore; Peppino Impastato che, attraverso la sua voce e il suo spirito "radiofonico", continua a lottare per questa precisa ingiustizia: la mafia. Quest'ultimo è un personaggio che rispecchia ciò che oggi dovrebbe essere un esempio per tutti i giovani. Appunto per questo si è cercato di creare la realtà dei fatti, sottolineando l'espressione diretta verso i radio-ascoltatori ed, in questo caso, gli spettatori. Un personaggio che valica il medio coraggio, puntando l'infinito; così, in maniera radiofonica, parlerà senza pudore ma soprattutto senza paura, per amore della propria terra. Sullo stesso piano si pone la madre che sviscera in maniera continua la profonda emozione dolorosa per la perdita di un figlio; per questo motivo parlerà a quarta parete aperta, per far sentire il dolore ancora più vicino, visto e considerato l'istinto materno che ogni essere umano ha dentro di sé. Tutto», conclude Pierpaolo Saraceno, «verrà messo in scena con una semplice scenografia, che rispecchia l'adattamento, la creazione, l'intraprendenza e la fantasia di Peppino Impastato e dei suoi amici collaboratori di quel tempo».
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