Per i “Lunedì letterari” il difficile rapporto tra Debussy e il Vate
PESCARA. Se amore fu, certo non fu amore a prima vista quello tra d’Annunzio e Debussy, due personalità diverse, accomunate dalla passione per la creazione artistica e da complesse vicende...
PESCARA. Se amore fu, certo non fu amore a prima vista quello tra d’Annunzio e Debussy, due personalità diverse, accomunate dalla passione per la creazione artistica e da complesse vicende sentimentali, indiscussi protagonisti sulla scena culturale europea di fine Ottocento inizio Novecento. I due, infatti, ancora giovanissimi, pur vivendo a Roma negli stessi anni e a poca distanza l’uno dall’altro, tra il 1885 e il 1887, e pur frequentando spesso gli stessi luoghi, forse non si parlarono mai né si cercarono. Fu proprio in quegli anni che il musicista francese compose la Damoiselle élue su testo di Dante Gabriele Rossetti, com’è noto, figlio del vastese trapiantato a Londra Gabriele Rossetti, e dunque ebbe un primo approccio con la terra d’Abruzzo. Fu a Parigi, quando il poeta cercò Debussy per la composizione delle musiche per il suo Le Martyre de Saint-Sébastien. Ne nacque un sodalizio artistico difficile, ma sincero e intenso. Del complesso rapporto tra d’Annunzio e Debussy si parlerà oggi, per i “Lunedì letterari”, nell’ambito della serie “D’Annunzio e gli altri”, alle 17.30 al Mediamuseum, di Pescara. Condotto da Dante Marianacci, l'incontro vedrà come relatrice Gabriella Albertini, che ha dedicato importanti lavori ai rapporti tra D’Annunzio e Debussy e alle produzioni scenografiche del teatro dannunziano. Intermezzi musicali, introdotti da un breve video del preludio al San Sebastiano eseguito dall’Orchestra del Festival di Lucerna con la direzione di Claudio Abbado, a cura della flautista Valeria Di Pietro; letture di lettere e testi di d’Annunzio e Debussy.
