Percussioni ketoniche e i Tenores di Bitti per la Perdonanza
In piazza Duomo all’Aquila “Cantu”: il gruppo sardo accompagnato dal suono di campane di Agnone, bidoni, tubi
L’AQUILA. Molise e Sardegna: un dialogo in musica questa sera sul palco della Perdonanza Celestiniana. In programma alle 22.30 in piazza Duomo all’Aquila il concerto “Cantu, campana e sonus” con i Percussioni ketoniche di Campobasso e i Tenores di Bitti e Ramunnu ‘e Locu, sardi, in collaborazione con la Pontificia Fonderia Marinelli di Agnone.
Un concerto in cui si incontreranno i suoni antichi delle campane e degli antichi strumenti a percussione con il “cantu” a tenore, ovvero un canto corale espressione artistica di matrice originale e autoctona della Sardegna. Una contaminazione rispettosa di tutto quanto il “cantu” e la campana rappresentano per la storia dei popoli che li hanno generati, custoditi e diffusi. “Cantu, Campana e Sonus” nasce da questo, anteponendo il simbolo della musica sarda o polivocalità sarda per eccellenza, alle sonorità della materia bronzea fusa nella campana e delle percussioni, rappresentazione e tragitto di ogni popolo. Il gruppo Percussioni Ketoniche è composto da Giulio Costanzo, Antonio Armanetti, Graziano Carbone, Tony Salvador Conte, Roberto Napoletano, Oreste Sbarra e Marco Tamburri. Al sintenizzatore ci sarà Max Fuschetto. Dei Tenores fanno parte Daniele Cossellu Pierluigi Giorno, Mario Pira, Dino Ruiu. Lo spettacolo è ideato e diretto da Giulio Costanzo. Il canto a tenore, dal 2005 inserito dall'Unesco tra i patrimoni orali e immateriali dell'umanità, è espressione sociale del mondo agro-pastorale, e racconta la vita di un popolo in tutte le sue sfaccettature. Allo stesso modo, le campane e le percussioni accompagnano la storia dell'uomo. Sul palco risuoneranno circa venti campane di bronzo, oggetti metallici riciclati e strumenti musicali convenzionali: bidoni d’acciaio intonati, bidoni di ferro, dischi di freni d’acciaio, ammortizzatori d’acciaio, tubi innocenti, padelle intonate di ferro, bici con campanelli montati sulle ruote, una serie di dodici congas intonate e di campanacci, il bata, una marimba, 5 coppie di bongo, oltre 20 tamburi, una batteria, un sintetizzatore e una vasta gamma di percussioni di ogni forma e suono.
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