Perrotta è “Il Messia d’Abruzzo”

L’attore: «Una storia vera narrata alla mia maniera»
VASTO. “Il Messia d’Abruzzo” prosegue il suo viaggio verso Vasto a sostegno dell’Anffas. Tutto ha inizio con un gruppo di amici che gira l’Italia per raccontare la storia di un uomo di origine vestina, nel pescarese: Oreste De Amicis, conosciuto come il “Messia d’Abruzzo” che sarà interpretato da Domenico nella produzione Uao Spettacoli. A vestire i suoi panni l’attore abruzzese Federico Perrotta, affiancato da tre compagni di scena che invece interpretano vari personaggi che hanno avuto a che fare con lui e che si ritroveranno insieme a Vasto, nella cornice offerta dai Giardini D’Avalos per una serata a sostegno dell’Anffas Vasto, venerdì 2 settembre alle ore 21.
Il tour di “I Matti di Dio. Il Messia d’Abruzzo” prosegue con Perrotta appunto e poi Andrea D’Andreagiovanni, Massimiliano Elia, Giacomo Rasetti che irrompono sul palco, come un’Armata Brancaleone, accompagnati da musiche dal vivo e da canzoni del folclore abruzzese arrangiate in chiave moderna, coreografate e interpretate dai quattro. «I Matti di Dio, ovvero la vera storia del Messia d’Abruzzo», spiega Perrotta, «nasce da un’intuizione di Ariele Vincenti, storico collaboratore di Simone Cristicchi, che guardandomi in uno spettacolo mi associò, lasciandomi senza parole, alla figura del Messia d’Abruzzo, e mi raccontò di una storia che a molti, compreso al sottoscritto all’epoca, è sconosciuta. Si tratta di un frate poi diventato prete, del comune di Cappelle sul Tavo, che si è autoproclamato Messia d’Abruzzo», prosegue l’artista. «Dietro queste nuove Crociate abruzzesi dal tono ironico e divertente c’è la voglia di lanciare un messaggio forte, ossia non perdere mai di vista il lume della ragione: quando si diventa a furor di popolo un capo spirituale il rischio di peccare di presunzione è veramente molto forte. È un monito?» conclude Perrotta. «Non credo. Ma un voler porre l’attenzione su qual è il limite tra il genio e la follia». Scritto e diretto da Ariele Vincenti, musiche di Francesco Mammola, lo spettacolo mostra un pezzo d’Abruzzo mai perso che torna a vivere, storia vera che viene spolverata e tramandata grazie anche ad una comicità senza tempo.
