Pescara confermata dal Mibact “Città che legge”

Il Ministero premia il capoluogo con l’accesso a nuovi fondi. Il Fla (confermato) è la punta di diamante
PESCARA. Pescara si riconferma “Città che legge” per il biennio 2020–’21 e butta il cuore oltre l’ostacolo confermando, anche per il difficile autunno dell’era Covid alle porte, il suo Festival dei Libri e Altrecose, ovvero la punta di diamante tra i requisiti richiesti dal Centro per il Libro e la Lettura del Ministero per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo, per rientrare nel “club” dei 30 comuni italiani sopra i centomila abitanti che ottengono il Logo.
Un riconoscimento che non è una solo medaglia da attaccare al bavero, ma la chiave per accedere a finanziamenti per la cultura, ovvero che consente di procedere con la presentazione di progetti culturali di spessore al Mibact: vengono poi premiati i più meritevoli concedendo fondi per organizzare dunque gli eventi e le attività dedicate alla lettura e ai libri indicate e fregiandosi del logo di “Città che legge” da utilizzare per la promozione delle iniziative stesse.
L’annuncio è stato dato ieri in municipio da una entusiasta Mariarita Paoni Saccone. L’assessore alla Cultura del Comune di Pescara ha voluto al suo fianco il direttore del Fla, Vincenzo D’Aquino, nell’occasione, proprio a sottolineare l’importanza della manifestazione per l’amministrazione e per la città tutta. «È un altro tassello di una fase di grande fermento culturale a Pescara», ha osservato l’assessore, «come testimoniato anche dallo straordinario successo ottenuto della Festa della Rivoluzione dedicata a d’Annunzio, appena conclusasi. Parliamo di valore aggiunto anche per il Fla, che quest’anno, dal 5 all’8 novembre, taglierà il traguardo della 18ª edizione. «Sarà un’edizione nella quale dovremo senz'altro metterci più coraggio e più amore del solito per adattarci, modificarci e ripensarci, provando a percorrere strade del tutto nuove», la riflessione di D’Aquino in riferimento alle problematiche per applicare nelle manifestazioni di pubblico le regole di sicurezza sanitaria previste dalla normativa anti Covid. «Stiamo lavorando senza sosta per regalare al pubblico del Fla un festival diverso, ma all’altezza della qualità degli ultimi anni. Quella del 2020 sarà una rassegna speciale, che richiederà uno sforzo supplementare di inventiva e creatività. Se l’epidemia ha reso in parte inagibili gli spazi tradizionali della cultura, il festival ne aprirà di nuovi», ha annunciato il direttore, «spazi virtuali e non solo, dove continuare a ritrovarsi, anche a distanza, intorno al libro e alla letteratura». Il festival di fatto è già iniziato: «Da lunedì», ricorda infatti D’Aquino, «abbiamo aperto il bando di Abruzzo L.O.C. – Letteratura di Origine Controllata, la sezione riservata agli autori abruzzesi, che lo scorso anno ha ospitato oltre 80 tra scrittrici e scrittori in rappresentanza di circa 50 case editrici, e da questo fine settimana lanceremo una grande operazione di crowfunding a sostegno del Fla».
